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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
Aggiornamento sul caso Indymedia. PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Friday 15 October 2004
Il 13 ottobre gli hard disk dei server di Indymedia sono stati restituiti a Rackspace, presto i dati verranno ripristinati. Ancora sconosciute le ragioni del sequestro.

Il 13 ottobre un impiegato della Rackspace ha comunicato a Indymedia che gli hard disk dei server sequestrati dall’FBI nel Regno Unito il 7 ottobre sono finalmente stati restituiti.
Pur avendo verificato che i dischi sono quelli originali, Indymedia li considera compromessi, si verificherà quindi un ritardo nel ripristino dei dati che vi sono contenuti.
Intanto i server hanno ripreso il loro normale funzionamento e già da alcuni giorni molti documenti si trovano di nuovo on-line.

Restano però ancora oscure le ragioni che hanno portato a questa procedura internazionale, che è passata dalla Svizzera all’Italia poi agli Stati Uniti  e infine in Inghilterra; l’ingiunzione non è infatti stata fatta direttamente a Indymedia, bensì a Rackspace, che però non ha fornito alcuna spiegazione, trovandosi probabilmente sotto una clausola di riservatezza che obbliga il provider a non diffondere informazioni sulle cause del sequestro.

Una delle ipotesi paventate era la pubblicazione di foto di poliziotti svizzeri in borghese, correlate di nomi e indirizzi, in realtà si è poi scoperto che la foto è soltanto una e che non compare alcun nome; il giudice che si occupa del caso Indymedia Nantes ha dichiarato di non aver fatto richiesta di una rogatoria internazionale, ma ammette anche di aver passato il caso al procuratore generale di Ginevra, che non ha rilasciato dichiarazioni.

Ricordiamo che praticamente chiunque può pubblicare dati, documenti e informazioni sui siti di Indymedia senza essere sottoposto a censura, se non a quella delle idee che vanno contro la politica dei fondatori (quindi che tratta di argomenti sessisti, razzisti o di estrema destra).

Riportiamo infine il testo dell’interrogazione alla Commissione e al Consiglio UE :

“Indymedia costituisce un network di informazione indipendente e, in quanto tale, ospita un forum non censurato da alcuna "redazione centrale". Ma, proprio sul pretesto del contenuto di alcuni scritti liberamente inseriti on-line, è stato disposto dall'Fbi in Gran Bretagna il sequestro dei server che ospitano molti siti internazionali, su richiesta - pare- dei governi svizzero e italiano, a seguito fra l'altro di un'interpellanza di un deputato di Alleanza Nazionale.

Non ritengono la Commissione e il Consiglio che tale atto rappresenti un attacco al diritto alla libera espressione del pensiero e all'informazione libera e un atto intimidatorio contro una rete specializzata di giornalismo indipendente, in violazione della carta dei diritti dell'Unione Europea, nonché dell'articolo 6 del TUE?

Con quali strumenti giuridici e con quali motivazioni le autorità nazionali si sono mosse, se fosse il caso, per chiedere e ottenere i sequestri, presso un altro Stato dell'Unione Europea?

E' ammissibile che gli organi di informazione europei divengano oggetto delle norme liberticide del Patriot Act?

A chi debbono rendere conto gli agenti FBI che operano fuori dal territorio degli Stati Uniti?

Intendono la Commissione chiedere chiarimenti alle autorità nazionali europee e americane coinvolte?

Quali iniziative intendono intraprendere la Commissione con urgenza affinché si ponga termine a tale sequestro e si prevenga il ripetersi di tali violazioni alle libertà democratiche europee?"

 
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