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Legislazione
Annullata dal TAR la multa di 152 milioni a Telecom | Annullata dal TAR la multa di 152 milioni a Telecom |
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| Scritto da Valentina | |
| Thursday 12 May 2005 | |
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Per un cavillo legale il TAR del Lazio ha annullato la sanzione penale a Telecom Italia, imposta lo scorso novembre per abuso di posizione dominante. L'accusa rimane e l'annullamento riguarda esclusivamente la multa. L'Autorità potrebbe riaprire il caso.
La multa di 152 milioni di euro inflitta a Telecom per abuso di posizione dominante è stata annullata dal TAR per un difetto di istruttoria. E' stato quindi un cavillo legale a salvare Telecom Italia dalla multa milionaria che le era stata imposta lo scorso 19 novembre, dopo un procedimento istruttorio che durava dal giugno 2003. L'Antitrust aveva deliberato "l'abuso di posizione dominante sui mercati di servizi di telecomunicazioni su rete fissa" per due tipologie di comportamento che violano in maniera esplicita la legge 287/90, cioè l'esistenza di clausole contrattuali che ostacolano o annullano di fatto la concorrenza e l'offerta di servizi non replicabili dai competitor. Telecom Italia aveva, già da subito, annunciato il ricorso al TAR per la sentenza; il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio a febbraio ha accolto il ricorso, ma solo in maniera parziale. Claudio Tesauro, avvocato del collegio di difesa Telecom, dopo il deposito della sentenza, ha annunciato l'annullamento della multa, ma a quanto risulta la motivazione è solo un difetto di istruttoria; un vizio delle procedure quindi, di cui, per ora, non si conoscono i dettagli, ma che è contenuto in 98 pagine depositate dalla prima sezione del Tribunale. Le accuse e le motivazioni rimangono, Telecom è ancora colpevole di abuso di posizione dominante e l'unico effetto è stato l'annullamento della multa. Come ricorda lo stesso Tesauro (che ha lo stesso cognome del precedente presidente dell'Antitrust), la parola va ora all'Autorità, «che in teoria potrebbe riaprire l'indagine», è possibile infatti cercare una nuova soluzione che elimini i vizi procedurali della prima sentenza. L' Autorità per le Telecomunicazioni è ora presieduta da Corrado Calabrò, che fino a poco tempo fa era il presidente del TAR del Lazio, dovrebbe passare quindi da giudice ad accusatore. Se il caso non venisse riaperto si corre il rischio che Telecom possa continuare nei suoi abusi, visto che la sola accusa di per se stessa non sembra porre alcun ostacolo al perpetrarsi di queste situazioni che minacciano la competitività del nostro Paese e che hanno immediate conseguenze sull'utenza. Articoli correlati: ADSL: Telecom, i provider e…strategie di sopravvivenza. |
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