| Apple-Intel: il ''sì'' è ufficiale |
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| Scritto da Valentina | |
| Monday 13 June 2005 | |
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Dopo una collaborazione durata venti anni la Apple ha rotto con la IBM e ha stabilito una nuova partnership con la Intel. Dal 2006 nuovi microchip verranno installati sui Mac e nel 2007 la tecnologia Intel raggiungerà tutti i prodotti Apple.
Dopo giorni e giorni di rumors, è arrivata la conferma ufficiale: Apple ha rotto la partnership con la IBM e ha raggiunto un accordo con la Intel per la fornitura dei microprocessori. A ufficializzare la notizia è stato lo stesso Steve Jobs, alla Apple Worldwide Developer Conference di San Francisco, dimostrando come con un processore Intel Mac OS X possa girare anche su una piattaforma x86. A partire dal prossimo anno quindi tutti i Mac saranno dotati di un microchip Intel e, dal 2007 la tecnologia della grande casa americana sarà presente in tutti i prodotti Apple. Il divorzio dall' IBM dopo 20 anni di solidale collaborazione, è avvenuto a causa dell'enorme difficoltà incontrata da big blue nella realizzazione di processori di nuova generazione per i PowerPc. I chip Intel invece saranno, a quanto pare, un supporto valido per la qualità richiesta dalla Apple nei suoi prodotti. Forse questa nuova partnership consentirà ad Apple anche un relativo abbassamento dei prezzi, anche se ormai il sistema operativo Mac è considerato una nicchia sicura e intaccabile, quindi l'entrata in un altro tipo di mercato potrebbe non rappresentare una buona strategia per Apple. Il matrimonio è stato conveniente anche per la Intel, che attualmente detiene una fetta di installazione su computer che si aggira intorno all'80%; oltre ad aumentare in questo settore (diventando praticamente uno standard per tutti i sistemi operativi), ha anche la possibilità di mettere le mani in nuovi prodotti, come l'iPod, il lettore musicale della Apple, allargando ulteriormente i propri orizzonti. Da un punto di vista di etica digitale invece questo matrimonio stride, siamo sempre stati abituati al binomio Microsoft-Intel, case che hanno fatto di un quasi-monopolio il proprio stile di vita, la Apple, pur non proponendosi affatto come un'alternativa a Microsoft (visti i prezzi e il target a cui ha sempre puntato), si è sempre contraddistinta per la sua naturale "diversità". Inoltre la IBM è la casa che pionieristicamente ha portato i computer nelle nostre vite e che sta progressivamente abbandonando, o perdendo terreno, rispetto all'hardware, dando l'impressione di essere in bilico tra il futuro e il dimenticatoio. Queste notizie significano forse cambiamenti per un avvenire migliore, ma non possono non proporci una malinconia per ciò che nella grande competizione è andato perduto. Articoli correlati. In ripresa le vendite dei pc: +18,8% dal 2003 al 2004 |
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