| Assoprovider: Wi Fi dimenticato? |
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| Scritto da Erica | |
| Monday 02 May 2005 | |
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Segue la lettera aperta inviata il 29 aprile da Assoprovider al neo-ministro Landolfi in un'ottica di chiarimento delle Sue intenzioni: il Wi Fi (2.4 – 5 GHz), già vessato dalle lungaggini normative che hanno causato il moltiplicarsi di iniziative pubbliche e private la cui legittimità è discutibile, si trova oggi ad essere confuso col Wimax, alla luce delle recenti dichiarazioni del Ministro secondo il quale mercoledì prossimo(4 maggio)- grazie alla disponibilità della Difesa nel rilasciare le frequenze necessarie (3.5 GHz) - il Ministero delle Telecomunicazioni, accrediterà i nuovi operatori per le reti Wi Max:pensiamo che questo sia un segnale positivo, ma la priorità non dovrebbe essere l’avvio della sperimentazione del Wimax ma la regolamentazione definitiva del Wi Fi, attesa ormai da due anni.
Gentile Ministro Landolfi, con la presente Assoprovider, associazione di provider indipendenti italiani, www.assoprovider.net intende nell’augurarLe buon lavoro per il suo nuovo incarico, iniziare con lei un proficuo dialogo su alcune questioni aperte da tempo con il Suo Ministero, che ci auguriamo Ella possa portare a conclusione. Assoprovider è una Associazione Indipendente di Aziende che svolgono l'attività di Internet Service Provider (ISP) e si prefigge l’obiettivo di vigilare affinché venga rispettato il principio della libera concorrenza in un settore, il mercato delle TLC, dove tale principio è spesso gravemente a rischio. L’associazione, che oggi raccoglie circa 200 aziende del settore dei Servizi Internet, e della connettività, pari ad 1/3 del totale nazionale, ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo armonioso di Internet in Italia. In particolare Assoprovider si propone di contribuire affinché venga colmato il gap che ancora ci separa dalle nazioni più informatizzate e di aiutare l’Italia a diventare protagonista del processo di sviluppo di Internet a livello mondiale. Il Wireless Fidelity, comunemente noto come Wi Fi, da non confondere col Wimax, si sta dimostrando una nuova efficace via alla larga banda in Italia e nel mondo. In seno ad Assoprovider un gruppo di associati sta conducendo con la supervisione del Ministero per le Comunicazioni una ampia sperimentazione, finalizzata alla soluzione del cosiddetto “ultimo miglio”. L'uso del wireless per la copertura dell’ ultimo miglio con tecnologie della famiglia IEEE 802.11x (codifica tecnica del WI-FI) è importante per un doppio ordine di fattori:
A due anni ormai dal rilascio della regolamentazione sull'uso del Wi Fi per applicazioni hot spot indoor (28 Maggio 2003), non si è ancora arrivati al giro di boa: la possibilità di applicazione outdoor è stata infatti espressamente vietata nel D.L. del 28/05/2003, anche se in fase di audizione non era stata prospettata alcuna limitazione. Il ritardo conseguente registrato in Italia nell’approvare un nuovo regolamento sul wireless per l’ultimo miglio che superi i limiti imposti dal DL di cui sopra , che sia finalmente coerente con l’Europa rimane un dato di fatto a due anni ormai dall’autorizzazione alle sperimentazioni che sin da subito hanno dato esito positivo e sulle quali si sono strutturate esperienze esaltanti, a detta anche delle Autorità. Moltissimi dei neo-imprenditori che hanno investito fiduciosi nel wireless, che hanno sperimentato sul campo per fare crescere il paese a proprie spese, sono del Mezzogiorno, sono la dimostrazione che anche nel Sud la gente vuole crescere senza assistenzialismo pubblico; eppure il maggior ostacolo al loro sviluppo viene proprio dallo Stato, a causa di una normativa che necessita di una correzione improrogabile. Questi coraggiosi imprenditori stanno affrontando difficoltà enormi derivanti dal ritardo nella modifica regolamentare sopra indicata Stiamo notando con preoccupazione che il crescente interesse sul Wimax, standard ancora in fase di definizione, sta artificiosamente sminuendo il valore del Wi Fi, dove invece ci sono molte esperienze positive sul campo nell’applicazione all’ultimo miglio. Si consideri fra l’altro che ormai ogni PC portatile ha a bordo una scheda per connettersi in WI-FI, mentre il WiMAX e’ ancora in fase di sviluppo. Questo crea confusione fra le due tecnologie, e il rischio da evitare è un ulteriore blocco del Wi Fi in attesa di una comune regolamentazione col Wimax: il Wi fi, a differenza del Wimax, è una tecnologia pronta ad essere utilizzata da anni e può portare grandi vantaggi allo sviluppo tecnologico del nostro paese. Ovviamente anche nel caso del Wimax , come in quello del Wi Fi, Assoprovider manifesta il suo più vivo interesse e desidera essere resa partecipe delle sue evoluzioni in Italia sotto tutti gli aspetti, soprattutto normativi. Ma riteniamo che sia indispensabile, prima di ogni cosa, l’immediata regolamentazione del Wi-Fi, anche per rendere più capillare la copertura della futura rete Wimax, considerato che le due tecnologie sono facilmente interoperabili. Vi è un’altra questione molto delicata che vorremo porre alla sua attenzione. In questa lunga fase (come si giustificano delle sperimentazioni così lunghe su un qualcosa che ha già da tempo dimostrato di funzionare?), si e’ innescato purtroppo un meccanismo di incertezza interpretativa, nella migliore delle ipotesi; il risultato è che oggi navigando sul WEB e leggendo i giornali, si moltiplicano le esperienze nel wireless ultimo miglio non sperimentali, in buona parte del territorio italiano, che secondo la nostra interpretazione del regolamento non sarebbero possibili; le chiediamo con la massima urgenza di fornirci dunque la corretta chiave di lettura, in modo da poterla comunicare alle nostre aziende, qualora la nostra interpretazione, peraltro in passato confrontata con il suo Ministero, fosse comunque inesatta. Nelle condizioni attuali gli imprenditori di Assoprovider, che hanno voluto rispettare tale interpretazione, oltre ad aver investito capitali umani e finanziari nelle sperimentazioni, senza poter godere poi come era lecito aspettarsi, di nessun rientro nella fase commerciale mai avviata, sono puniti dalla concorrenza (pubblica e/o privata) di queste iniziative per noi inspiegabili, cosa che sta viziando profondamente le regole della concorrenza di questo nuovo mercato, come è semplice intuire. Visto che ad oggi il Ministero non si è pronunciato su questi casi chiediamo un’indicazione al riguardo che sia di chiarimento, anche per garantire la tutela dei consumatori, anch’essi confusi dall’incertezza attuale; non crediamo si possa rimanere oltre in questa situazione. Qualora la nostra interpretazione del regolamento e delle leggi in materia risultassero corrette a seguito di tale chiarimento da parte del Ministero, gli ISP di Assoprovider reputando di aver dato in questi due anni di estenuante attesa ed incertezza , una prova di estrema responsabilità e di grande correttezza e senso dello stato, ritengono sia venuto il momento che ci sia da parte del Ministero delle Comunicazioni, il giusto riconoscimento, con un nuovo regolamento che dimostri la volontà vera di liberalizzare il mercato della larga banda. La stessa Confcommercio nazionale, cui Assoprovider aderisce, ha sostenuto la richiesta di sblocco immediato di questa situazione, interpretando la nostra posizione come un segnale ‘vero’ di innovazione delle PMI italiane, dal basso e con costi assolutamente competitivi. D’altra parte ripetutamente, in pubblico e sulla stampa, esponenti a vario titolo del Ministero da tempo hanno dichiarato che la revisione del regolamento e’ in atto. Le riassumiamo qui infine, per Sua comodità, la posizione di Assoprovider in riferimento alle modifiche regolamentari da apportare:
Assoprovider, nell'augurarLe nuovamente buon lavoro per il suo nuovo incarico, è certa che Ella comprenderà l'urgenza della materia e vorrà occuparsene come questione prioritaria del suo Ministero. Matteo Fici Articoli Correlati: |
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