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Legislazione
Buoni e cattivi | Buoni e cattivi |
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| Scritto da Erica | |
| Monday 15 November 2004 | |
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Riportaimo di seguito la dichiarazione di Matteo Fici, presidente di Assoprovider, a proprosito del procedimento dell'Anititrust contro Telecom Italia in merito alla gara Consip. Abbiamo assistito con molto stupore negli ultimi giorni al fiorire continuo di articoli sulle principali testate giornalistiche italiane (Repubblica ed il Corriere della Sera, ma potrebbe essercene sfuggita qualcuna), in merito all'imminente chiusura del procedimento dell'Antitrust A351 contro TelecomItalia in merito alla gara Consip, previsto per il 16 novembre. Da tali articoli emerge come una specie di divisione fra buoni e cattivi, in cui i buoni (verso Telecom) sono i componenti dell'Autorita' per le Comunicazioni del prof. Cheli, ed i cattivi gli uomini del prof Tesauro (Antitrust). Cheli, hanno riportato gli articoli, media per fare ridurre la multa a Telecom, che gli sara’ comminata il 16 novembre dall’Antitrust per l’affare Consip, poiche' l'infrazione contestata sulla gara Consip nel procedimento A351 non e' secondo l'Autorita' di Cheli cosi' grave come la dipinge appunto l'Antitrust. (Piccolo inciso-dubbio: se invece che Telecom si fosse trattato di condannare una 'piccola/media impresa', che poi e' il grosso della struttura produttiva italiana, avremmo avuto lo stesso intervento risoluto da parte dei giornali, e lo stesso livello di mediazione di AGCOM, visto in questi giorni sull'A351 ?) Inoltre ‘approfittiamo’ dello spazio concessoci per puntualizzare una serie di questioni del tutto generali, che comunque coinvolgono le regole e chi deve vigilare sulla loro applicazione. Alla luce della convergenza digitale e` evidente che le diverse modalita`di comunicazione stanno tutte utilizzando uno stream di bit come supporto trasmissivo(rendendo quindi la comunicazione svincolata dal mezzo trasmissivo fisico e dalla sua forma, audio, video, dati) per cui la telefonia mobile (SMS, GSM, GPRS, UMTS), la telefonia fissa, le connesioni internet etc. sono tutte forme di comunicazione che utilizzano sempre lo stesso stream di bit a cui pero` spesso vengono applicate una selva di modalita` di tariffazione (a tempo, a volume, flat etc). Poiche` la materia prima per tutte queste forme di comunicazione e` sempre la stessa direi che scoprire quale sia il margine che i diversi attori applicano sia anche un indice della propensione di questi attori a svelare gli altarini della comunicazione. Come la legge sui prezzi esposti obbliga i commercianti a inserire il prezzo per unita di misura del prodotto (oltre al prezzo per la confezione) cosi` dovrebbe essere anche per i prodotti di telecomunicazione che dovrebbero scindere sempre in modo netto il costo del trasporto dal costo dei contenuti (ammesso che in questo paese si voglia realizzare un mercato libero dove non vi sia il sussidio incrociato fra il mercato dei contenuti ed il mercato del trasporto). Articolo tratto da |
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