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Legislazione
Che fine ha fatto il regolamento della 106/2004? | Che fine ha fatto il regolamento della 106/2004? |
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| Scritto da Valentina | |
| Friday 05 November 2004 | |
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A pochi giorni dalla scadenza del termine previsto per l'attuazione del regolamento della contestata legge 106/2004, ossia quello riguardante la registrazione dei siti nelle biblioteche, non ci sono ancora notizie; rimangono quindi le incertezze su questa normativa considerata inapplicabile dallo stesso ufficio stampa del Ministero dei Beni Culturali.
La legge 106/2004 prevede la registrazione presso le biblioteche centrali di Roma e Firenze dei "documenti destinati all'uso pubblico e fruibili mediante la lettura, l'ascolto e la visione, qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione o di diffusione". Il problema riguarda i siti web, infatti le categorie dei documenti destinati al deposito sono le seguenti: 1) Libri. 2) Opuscoli. 3) Pubblicazioni periodiche. 4) Manifesti. 5) Documenti fotografici. 6) Documenti sonori e video. 7) Documenti diffusi su supporto informatico. 8) Documenti diffusi tramite rete informatica non rientranti negli altri punti. Proprio il punto 8) apre una serie di inquietanti interrogativi: cosa non deve essere depositato? Qualsiasi sito web, foto pubblicata, frase scritta su Internet in un dominio .it va registrata? E le newsletter inviate tramite e-mail? Se realmente tutte queste (e altre) categorie rientrassero nel punto 8) sarebbe evidentemente molto complicato non infrangere la legge, il che comporterebbe "una sanzione amministrativa pecuniaria pari al valore commerciale del documento, aumentato da tre a quindici volte, fino ad un massimo di 1.500 euro". Come si decide il valore commerciale del documento? E ancora: come vanno depositati i documenti? Cd, mail, link mandato per posta elettronica? E le biblioteche centrali dove immagazzinerebbero questi documenti? Come spesso accade quando c'è di mezzo Urbani le cose sono poco chiare e ancor meno aderenti alla realtà. La legge, per ovviare a queste problematiche, prevede un regolamento che va redatto entro sei mesi dalla data dell'entrata in vigore; questo regolamento dovrebbe sciogliere i dubbi e rendere possibile l'attuazione della legge, ma a pochi giorni dalla scadenza del termine non se ne ha ancora notizia. Ne si è ancora capito se tale termine rientra tra le proroghe al 30 giugno 2005 di cui si parla in questi giorni. Speriamo che il termine venga prorogato o che il regolamento venga presentato al più presto, anche perché se l'intento della legge è realmente quello di "conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana" sarebbe cosa buona e giusta preservare tale memoria e tale cultura senza lastricare il percorso della vita sociale informatica di inutili e insormontabili difficoltà. Articoli correlati: |
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