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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

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Denuncia contro la tassa Siae per le copie private PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Wednesday 23 March 2005
L'Asmi ha intrapreso una vertenza legale contro la SIAE perché l'aggiuntiva tassa sui supporti di riproduzione (cassette, videocassette, CD, DVD e memory card), già esistente e aumentata all'inverosimile,  è da ritenersi anticostituzionale. E sta rovinando il mercato ….

Tempi duri per la SIAE, la Società Italiana degli Autori ed Editori. C'è il rischio di commissariamento che incombe già da qualche giorno e che la SIAE sta cercando di bloccare in tutti i modi facendo un fronte compatto e dichiarando che non c'è proprio nulla che non va nel bilancio e che le contraddizioni sulla gestione dichiarate dal ministro Urbani sono inesistenti.

Oltre a questo arriva anche una nuova vertenza legale portata al Tribunale di Milano dall'Asmi, l'Associazione sistemi e supporti multimediali, che raggruppa imprese a multinazionali, tra le quali anche Sony, Maxwell, Tdk, Fuji, HP, Panasonic e Philips.

L'Asmi ha dato il via all'azione legale con l'intenzione di far riconoscere come incostituzionale uno dei balzelli che la SIAE impone, cioè la norma "dell'equo compenso", in pratica una tassa che viene imposta alla vendita di qualsiasi supporto di riproduzione multimediale vergine.

Quando compriamo una videocassetta, un CD, un DVD o una memory card noi paghiamo una tassa alla SIAE, perché il supporto vuoto potrà servire per riprodurre (in maniera legale, come copia di backup) un film o una musica coperta da diritto d'autore, che noi già possediamo. 

Quindi oltre ad aver già pagato per avere la copia originale il salato compenso alla SIAE per tutelare i diritti dell'autore (che paga anche lui la SIAE per avere quei diritti e perché la società li tuteli), noi dobbiamo pagare un ulteriore prezzo su un supporto vergine, che potrebbe sì contenere le foto dei nostri figli o la musica che stavamo suonando per riascoltare l'esecuzione oppure i dati di backup del nostro lavoro, ma che potrebbe anche servire per duplicare il nostro film preferito (sai com'è …. si rovinasse il DVD che quasi sicuramente sarà protetto da tecniche antipirateria e quindi impossibile da duplicare) oppure fare una copia per non "rigare"  il CD che abbiamo comprato l'altro giorno.

E noi potremmo fare questa cosa (lo ripeto … del tutto legale) senza che la SIAE ci guadagni qualcosa? Perché una volta che il film è rovinato o il CD inascoltabile saremmo costretti a ricomprarli, quindi se ci siamo tutelati la SIAE ci perde dei soldi (in fondo tutela Autori ed Editori, noi siamo solo "consumatori").

Se poi abbiamo comprato la musica online non ne parliamo. E tutto questo non c'entra con i dazi proposti dalle misure antipirateria: se duplicate un CD o un DVD di un altra persona siete completamente fuori legge. Però questa imposta c'è da molto tempo, perché solo ora si muovono le multinazionali?

E' semplice, in seguito all'entrata in vigore di una direttiva della Comunità europea, la 2001/29, in Italia è stato introdotto un "aumento di compenso per copia privata", un fisso che ha aumentato i prezzi di tutti i supporti di registrazione, solo che questo compenso era già presente in una normativa preesistente, e quindi è stato applicato una seconda volta con un incremento che arriva in alcuni casi al 3000% (no, sono proprio tremila, non ho spinto degli zeri di troppo), facendo così aumentare i prezzi di vendita che sono aumentati anche fino al 60%.

E da allora (un anno e mezzo fa) il mercato è completamente crollato: i CD-R hanno venduto il 38,7% in meno dell'anno precedente, i CD-R audio il 41,8%, per non parlare di cassette e video cassette. L'unico mercato che non è sprofondato e verso il quale si stanno concentrando i consumatori è quello dei DVD. Globalmente il mercato ci ha rimesso nel 2004 un buon 40%.

Mauro Santi, presidente dell'Asmi dichiara che "la legge non prevede diversità di trattamento tra riproduzione analogica e digitale, non tiene conto della presenza di misure di protezione anti-copia di cui molti DVD e CD sono dotati e non distingue tra apparecchi e supporti in grado di diventare strumenti di riproduzione di opere protette, e viceversa. I fenomeni tecnologici devono essere studiati, capiti ed interpretati: ci auguriamo che i lavori della Commissione Interministeriale presieduta da Paolo Vigevano possano rappresentare un punto di partenza per rilanciare il comparto tecnologico in un’economia in cui i confini sono transnazionali ed in cui l’applicazione di legislazioni locali imbavaglia in partenza qualsiasi espressione imprenditoriale. Contenuti, contenitori e reti distributive devono poter crescere di pari passo in modo da non penalizzare i consumatori che per definizione premiano il libero mercato perché porta benefici in termini di prezzo e innovazione". 

Della stessa opinione anche Roberto Liscia, presidente di ANEE, Commissione dei contenuti multimediali di Assinform : " E' assurda l’imposizione di una tassa su ogni strumento di digitalizzazione, dando per scontato che vi si riproducano opere soggette al diritto d’autore. Il sistema dell’equo compenso prevede un indennizzo preventivo di possibili atti di pirateria quando si acquistano supporti digitali e apparecchi di duplicazione. Così per combattere la pirateria di fatto la si legalizza, considerandola inevitabile e scontata. Paradossalmente ci si trova a dover pagare il diritto d’autore anche sulle memory card dove si scattano le foto di famiglia…. Siamo ad un eccesso di tutela che, lungi dal salvaguardare gli autori, non fa che diffondere ancora di più la legittimazione verso lo “scaricare” piuttosto che caldeggiare l’acquisto per la fruizione. Si pone d'altronde il problema della redistribuzione tra gli autori delle somme percepite in modo “aprioristico”. È infatti impossibile sapere quali contenuti siano stati scaricati".

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