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Legislazione
Finalmente ripresi i lavori sulla legge Urbani. | Finalmente ripresi i lavori sulla legge Urbani. |
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| Scritto da Valentina | ||||
| Wednesday 26 January 2005 | ||||
Pagina 1 di 2 L’iter di revisione della Urbani è stato ripreso dal Senato. Negli emendamenti la galera solo per “fini di lucro” e la costituzione di codici"di deontologia e buona condotta". Cortiana: "sbrighiamoci a togliere questo obbrobrio dalla nostra legislazione".
La Commissione per l'Istruzione Pubblica e la Cultura del Senato ha ripreso in mano l'iter di revisione della legge Urbani. La ripresa dell'iter è avvenuta in conseguenza agli emendamenti presentati da parte del senatore Franco Asciutti (presidente della Commissione), che sono stati redatti basandosi sui lavori della Commissione interministeriale sui contenuti digitali (e-Content), costituita nel luglio 2004 dai ministri Lucio Stanca (innovazione e Tecnologie), Giuliano Urbani (Beni Culturali) e Maurizio Gasparri (Comunicazioni) sotto la presidenza dell'ing. Paolo Vigevano. Proprio Vigevano ha dato ieri l'annuncio della ripresa dei lavori per cambiare la legge che ha suscitato tanto scalpore nel 2004. La Commissione e-content ha ascoltato molte audizioni dei rappresentanti di entrambe le parti in causa: produttori e distributori di case discografiche e cinematografiche contro provider e associazoni di utenti Web. Gli emendamenti riguardano la parte più controversa del decreto, quella riguardante la pirateria tramite peer to peer, per la quale era prevista la carcerazione in casi non meglio specificati. I nuovi emendamenti prevedono la sanzione più grave (multa+carcere) solo per chi immette massicciamente file di contenuti protetti da Copyright a "fini di lucro" e permette invece di cancellare il reato previo pagamento di una penale (non altissima) a chi condivide file protetti per altri fini. Quindi gli utenti dei programmi di file sharing, qualora condividessero materiale protetto da diritto d'autore, rischieranno solo sanzioni pecuniare di importo contenuto. Un'altra novità è rappresentata dall'adozione di codici "di deontologia e buona condotta" focalizzati su ambiti specifici, come le tecnologie di protezione dei diritti (Digital Rights Management), le modalità di prevenzione per la violazione della normativa, la promozione di nuovi modelli economici di sfruttamento dei contenuti digitali e le modalità di un'informazione corretta per gli utenti. Questi codici verranno redatti dopo un lavoro di collaborazione tra il Governo e gli operatori del settore. |
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