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I tetti di Roma

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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
Gli italiani, insoddisfatti, chattano dal posto di lavoro PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Thursday 17 February 2005
Da un'indagine dell'Internet Monitoring emerge un nuovo spaccato sugli italiani e le chat: molti gli dedicano parte delle loro tempo in ufficio per un ammontare totale di 31 milioni di ore lavorative l'anno, costituendo un terzo degli utenti delle chat-line. Dall'analisi emergono anche identikit definiti dei chattatori.

 In occasione del convegno "Internet e società" è stato presentato un rapporto dell'Internet Monitoring sugli utenti delle chat, basato su un campione di 300 persone ed effettuato nelle maggiori 8 chat italiane, alle quali si connettono ogni giorno una media di 22.000 utenti.

I dati emersi sono interessanti, sopratutto se si pensa che nel totale delle chat disponibili in Italia, che sono circa 100, si connettono quotidianamente dalle 88.000 alle 275.000 persone, molte delle quali dai posti di lavoro.

Sono infatti circa un terzo gli utenti che hanno dichiarato di usufruire delle chat-line direttamente dal proprio lavoro, mascherando le motivazioni: il pretesto è quello di mantenersi aggiornati sulle informazioni che circolano in rete. La realtà, dichiarata, è che i chattatori al lavoro (o almeno il 63% di loro) sono spesso insoddisfatti del proprio impiego oppure hanno un pessimo rapporto con il capo ufficio, le conseguenze sono impressionanti: 31 milioni di ore lavorative l'anno vengono impiegate in chat, almeno secondo le stime che ipotizzano concessioni giornaliere limitate a 60 minuti. Il costo per le aziende per queste chiaccherate si aggira intorno ai 500 milioni di euro nell'arco dei 12 mesi.

Come ribadito in più occasioni, la vita sul web stà diventando una vera e propria vita "parallela", non stupisce quindi che le occasioni di incontro e socializzazione su Internet si moltiplichino, però le motivazioni che spingono la gente ad instaurare relazioni (di qualsiasi forma) in Internet sembrano proprio essere l'insoddisfazione e la solitudine.

Questi sono i sentimenti dominanti che spingono ben il 75% degli utenti nelle chat: il 57% vi ricorre per instaurare nuove amicizie o solamente per avere qulcuno che si interessi alla propria vita.

La chat appaga bisogni di ambedue i sessi, ma gli identikit dei chattatori presentano delle differenze tra maschile e femminile.

Gli uomini cercano anche "relazioni" e legami sentimentali, sono in leggera maggioranza nelle chat line, di cultura medio alta e prevalentemente celibi, molti di loro ricoprono cariche di responsabilità o funzioni manageriali.

Le donne invece cercano amicizia e ascolto, sono prevalentemente sposate e, in caso di flirt, si ritraggono facilmente di fronte all'ipotesi di una conoscenza nel mondo reale.

Solo il 57% degli utenti delle chat ha meno di 30 anni.

Tra le modalità spicca la preferenza della chat in linea rispetto all'utilizzo delle web-cam, gli esperti dichiarano che una delle maggiori attrattive della chat è proprio quella del fascino dello pseudonimo e del potersi celare dietro a un anonimato. Mettono anche in guardia contro il fruire della chat in maniera non adeguata: ''L'uso eccessivo, infatti, porta progressivamente alla distruzione della normale esistenza di un individuo, che rischia di venire assorbito totalmente dalla sua esperienza virtuale, rimanendone intrappolato''.

Sopratutto considerando che è in aumento il fenomeno degli "amori virtuali".

Lungi da me l'idea di demonizzare una forma di conoscenza virtuale, mi viene spontaneo però dare alcuni consigli "per l'uso", anche a coloro che chattano per gioco. Il virtuale, come dice Pierre Lévy (filosofo e docente del dipartimento Hypermedia dell'Università di Parigi VIII) non si contrappone al reale, ma ne è solo un diverso modo di essere, un qualcosa che può diventare reale nel futuro. Non stupisce che la maggior parte di coloro che instaurano relazioni in chat le ritiene "più vere e libere" di quelle instaurate in modi più tradizionali.

Ma il fatto che non siano solo fantasie può trarre in inganno, i mezzi non sono gli stessi delle socializzazioni che avvengono per conoscenza diretta, spesso veicolati da amicizie e conoscenze comuni, quindi bisogna operare con delle accortezze. Inoltre, anche se rare, esistono delle psicopatologie che possono spingere le persone ad espandere le proprie conoscenze al mondo del web. Se siete minorenni non date mai e poi mai recapiti, indirizzi e telefoni senza il consenso esplicito dei vostri genitori. Se siete adulti e vaccinati fate attenzione comunque e cercate di incontrare le persone conosciute in luoghi affollati, inoltre sarebbe una cosa prudente mettere al corrente qualche amico/a del vostro incontro. 

Un discorso meno pratico e bacchettone riguarda poi le sensazioni, spesso le persone non sono consapevoli dei propri difetti (ne delle proprie qualità) e tramite il web la conoscenza è prevalentemente legata all'opinione che uno ha di sè: conoscere una persona in chat significa avere informazioni direttamente da quella persona. Inoltre lo schermo fa sentire protetti e tutelati, quindi è ben più semplice lasciarsi andare. Non sarete nè i primi nè gli ultimi che entrano in perfetta risonanaza con la persona che parla nel vostro schermo, instaurando una sorta di empatia. Un appagamento della solitudine che può però tramutarsi in una vera e propria dipendenza. Per parafrasare una nota canzone "everybody's looking for something", che ne siate consci oppure no, e il contatto semplice, protetto, ma allo stesso tempo diretto, vi potrà colpire e riportare alla luce alcuni bisogni inappagati che giacevano in fondo alla vostra testa.

Il rischio è che la persona virtuale continui a vivere nella vostra mente diventando una vera e propria ossessione e allontanandosi/vi progressivamente dalla realtà. E per uscire da questo giochetto dovreste impiegare molte risorse e molta fatica.

Chattatori avvisati ….. 

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