| Il Codice deontologico Internet sarà pronto entro dicembre |
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| Scritto da Valentina | |
| Saturday 28 May 2005 | |
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Con l'avvento della Pubblica amministrazione digitale si impone la necessità di una regolamentazione del trattamento dati che avviene in Rete. I database utilizzati dalle Pa saranno infatti pieni di dati sensibili. Pizzetti: " Il Garante per la Privacy deve assicurare libertà fondamentali dei cittadini".
Il nuovo presidente Authority per la Privacy, Francesco Pizzetti, in carica dallo scorso 18 aprile, ha annunciato l'arrivo di un nuovo codice deontologico per il trattamento dei dati in Rete, assicurando che sarà pronto a dicembre, prima della fine del 2005. La comunicazione è avvenuta durante un'audizione alla Commissione affari istituzionali del Senato sull'innovazione tecnologica in ambito di pubbliche amministrazioni. Il Codice deontologico Internet è in programma da tempo e si propone ora come urgenza, viste le "novità" che riguardano la digitalizzazione della Pubblica amministrazione voluta dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca. Il Codice dell'Amministrazione Digitale è infatti una legge a tutti gli effetti, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale la scorsa settimana, ed entrerà in vigore il 1° gennaio del 2006. Questo vuol dire che a partire da quel momento tutti i dati utili alle pubbliche amministrazioni finiranno in database a cui avranno accesso la maggior parte degli uffici pubblici. Quindi se da un lato non sarà più necessario portarsi dietro una serie di documenti e scartoffie accumulate in vari uffici, con un notevole taglio alle complicazioni burocratiche e alla quantità di carta sprecata (per non parlare del tempo), dall'altra ogni persona avrà una cartellina digitale nella quale sono contenute moltissime informazioni e dati sensibili, e a questa cartellina avranno accesso molti uffici (competenti o meno). Il Codice deontologico dovrebbe assicurare il corretto utilizzo di questi dati, mettendo al riparo il cittadino da abusi alla privacy. L'Autorità "non vede affatto negativamente l'incremento delle nuove tecnologie e delle loro applicazioni", ma bisogna garantire che la manipolazione di questi dati "sia sempre rispettosa dei diritti dei cittadini, eventualmente, e ove necessario, stabilendo le modalità di trattamento e le misure che devono essere adottate per salvaguardarli". La nuova legislazione significherà "un'importante conquista anche sul piano della diffusione concreta della cultura della privacy". Un tavolo è già aperto sulla questione del Codice deontologico e la prima riunione per discutere e fissare le linee principali è in programma per luglio. Pizzetti ha dichiarato anche che, viste le innovazioni "Il codice doveva essere pronto entro la fine di quest' anno ed e' destinato a costituire, dopo quello da tempo adottato sulla professione giornalistica, un altro importante banco di prova della maturazione complessiva della sensibilità sociale su questi temi''. "L’attività del Garante - ha continuato poi - si colloca in uno snodo strategico e delicato dell’organizzazione e del funzionamento della società contemporanea, basata sempre più sulla telematica e sulla sperimentazione di nuove tecnologie. Il nostro compito è quello di garantire che l'utilizzazione dei dati si svolga secondo regole che non ledano le libertà fondamentali e i diritti dei cittadini, primo di tutti il diritto alla protezione dei dati". Articoli correlati: L'analisi di Assoprovider sulle pmi |
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