| In ripresa le vendite dei pc: +18,8% dal 2003 al 2004 |
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| Scritto da Valentina | |
| Friday 03 June 2005 | |
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Da un'indagine dell'Osservatorio Smau emerge una ripresa delle vendite dei computer in Italia. +10,3% per i computer fissi e +33,3% per i portatili, anche se il fatturato non è cresciuto altrettanto a causa delle diminuzioni dei prezzi. Ma se gli italiani sono un popolo di semianalfabeti digitali, chi li usa questi nuovi computer?
Ancora un'indagine sul mondo dell'informatica, stavolta è l'osservatorio Smau a proporla e l'argomento è il mercato dei computer nel nostro Paese. Dalla stima sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione emergono dei dati positivi. Nel 2004 sono state vendute 3.510.200 unità (tra computer fissi e computer portatili), ciò rappresenta un notevole incremento; rispetto alle vendite effettuate nel 2003 l'incremento è del 18,8%. In particolar modo la vendita dei computer fissi, che negli anni scorsi aveva subito una fase di pesante stallo, è ripresa alla grande. Le unità vendute in questo settore risultano essere 2.044.250 e l'incremento è del 10,3% rispetto allo scorso anno. Le unità portatili sono protagoniste di un boom, l'incremento delle vendite è del 33,3% per un totale di 1.465.950 pezzi. In una nota l'Osservatorio Smau analizza questi dati dicendo che "L'aspetto più interessante nei dati diffusi non è tanto l'ulteriore crescita dei portatili, quanto la ripresa delle vendite dei pc fissi dopo alcuni anni decisamente difficili […] I fattori che hanno sostenuto il rilancio delle vendite dei fissi sono soprattutto l'offerta di prodotti con finalità specifiche per una professionalità medio-alta, lo sfruttamento della elevata possibilità di personalizzazione ed espansione dei prodotti (periferiche) e il lancio di configurazioni per l'utenza privata legate al debutto dei Media center. A ciò si aggiunge un altro aspetto non secondario che è la ripresa delle gare pubbliche". Alla ripresa delle vendite non corrisponde però un congruo aumento del fatturato, che è sì aumentato, ma solamente del 7,2%. Sempre secondo i dati dell'Osservatorio questa corrispondenza non lineare è da imputare alla costante diminuzione dei prezzi. A quanto pare il costo medio di un computer fisso è calato del 23,4% in un lasso di tempo che va dal 2001 al 2004, mentre i prezzi dei portatili sono diminuiti (sempre in media) del 34,3%. Gli italiani hanno ricominciato ad investire soldi sull'informatica e soprattutto a comprare nuove macchine. Però incrociando questi dati con quelli delle indagini condotte negli ultimi tempi ci si spalancano davanti alcuni inquietanti interrogativi. Abbiamo che circa 4 italiani su 5 che utilizzano il computer hanno come scopo principale la navigazione sul web, ma che solo il 31% degli abitanti della penisola va in Rete (anche se, in verità, le ricerche che sto citando riportano dei dati non proprio congrui l'una con l'altra). L'Italia è indietro nell'ICT e i nostri connazionali non sembrano particolarmente intenzionati a comprare il software originale, ma utilizzano programmi pirati in percentuali che sono molto più alte di quelle della maggior parte degli Stati membri dell'Europa unita (Grecia a parte). Il quadro che ne esce è quasi sempre quello di un Paese non al passo con i tempi. Allora perché compriamo tanti computer? E quante macchine spente e inutilizzate ci sono nello stivale? Magari su questo argomento qualcuno potrebbe farci una statistica… Articoli correlati: L'analisi di Assoprovider sulle pmi |
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