| Intel presenta i nuovi chip per il WiMax |
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| Scritto da Valentina | |
| Wednesday 20 April 2005 | |
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Rosedale è il primo chip per le reti WiMax. Molte case produttrici di dispositivi hanno già annunciato l'integrazione nei prossimi prodotti. Il WiMax potrebbe a breve essere una realtà, ma bisogna risolvere prima qualche questione.
E' arrivato il tempo che il WiMax entri nel campo delle possibilità reali e nelle papabili vie per far arrivare la banda larga dove non è mai giunta prima. Così la pensa Intel che ha annunciato al mondo il primo chip WiMax, sviluppato interamente per la nuova tecnologia wireless, cioè per supportare lo standard IEEE 802.16-2004. E lo ha fatto in anticipo rispetto ai tempi che tutti si aspettavano. Parliamo del chipset Pro/Wireless 5116, chiamato più semplicemente Rosedale, che permetterà la creazione di connessioni fisse a larga banda e verrà installato in tutti i dispositivi deputati a ricevere il segnale wireless. Intel ha anche dichiarato che grandi case produttrici di dispositivi come Siemens Mobile, Alvarion, Airspan, Gemtek e Huawei hanno già annunciato il pieno supporto del nuovo chip nel loro hardware. La tecnologia WiMax potrebbe nel futuro permettere una connessione a banda larga, più veloce di quella attuale su cavo, che ha la possibilità di raggiungere tutte le zone, comprese quelle rurali dove la banda larga attuale stenta ad arrivare. Rispetto al Wi-Fi, che connette le aree più vicine, il WiMax connette grandi aree ed è applicabile anche alle tecnologie mobili. La velocità di trasmissione del WiMax è inoltre superiore a quella del Wi-Fi. Quindi oltre a sostituire il cavo o l'ADSL nelle connessioni Internet, potrebbe essere sfruttato per le connessioni VoIP in telefoni mobili di nuova generazione. Le tecnologie wireless sono oggi il primo candidato per portare ovunque la rete e diminuire quindi il digital divide causato dalla mancanza di infrastrutture in grandi zone della terra. Il WiMax permetterebbe infatti agli Isp, locali e non, di connettere a banda larga chiunque si trovi nel raggio di circa 30 Km dall'antenna di trasmissione. Sulla certificazione di compatibilità non dovrebbero esserci problemi, il WiMax Forum, che è l'organismo di settore deputato alla promozione dell'interoperabilità e allo sviluppo dei dispositivi che supportano lo standard 802.16, ha inaugurato i laboratori per le certificazioni, praticamente in contemporanea all'annuncio di Intel. In realtà la certificazione di compatibilità non è necessaria, ma molte case produttrici hanno già dichiarato di voler aspettare il marchio ufficiale. Le difficoltà di implementazione di queste nuove tecnologie sono i costi e le vicessitudini burocratiche. Per quanto riguarda il lato economico, l'integrazione di Rosedale in nuovi dispositivi ha un costo che si aggira tra i 250 e i 500 dollari, ma la stessa Intel stima un notevole abbattimento dei costi, così che, entro tre anni, si dovrebbe arrivare a quote più umane, che si aggirano introno ai 50 dollari. I grandi problemi rimangono quindi nel campo legale. Una delle principali preoccupazioni al livello mondiale è quella delle frequenze; attualmente nessuna frequenza è stata ancora assegnata al WiMax e la scelta di quella adatta richiede una serie di accortezze. Per poter utilizzare i dispositivi di comunicazione vocale bisognerebbe disporre di una banda che non sempre è possibile avere, potrebbero infatti insorgere dei problemi che porterebbero a non poter scegliere uno spettro non ancora assegnato. In America per esempio un ampio spettro reclama ancora un usufruttuario, quello tra i 5,7 e i 5,8 GHz, ma non è detto che vada bene per gli sviluppi del WiMax, quindi si dovrebbe trovare un accordo di utilizzo su bande di frequenza che sono già in uso per altre tecnologie. Inoltre si pone la questione di trovare una banda di frequenze che vada bene per tutte le Nazioni, altrimenti la compatibilità va a farsi friggere. E' chiaro che questo procedimento è assai complesso e di difficile soluzione, il che allungherà notevolmente i tempi di realizzazione. Ci sono poi ulteriori problematiche legate alle leggi dei singoli Stati. La diffusione sul nostro territorio del WiMax richiederebbe di bypassare la complicazione dell'ultimo miglio, che in Italia si è già rivelata un enorme ostacolo alla diffusione del Wi-Fi. Le richieste di sbloccare l'ultimo miglio sono state molteplici, tra queste spicca la lettera di Assoprovider al ministro Gasparri. Il Ministero delle Comunicazioni, in risposta alle richieste dell'associazione dei provider indipendenti, aveva promesso di sbloccare molto presto la situazione di regolamentazione delle frequenze, dichiarando che si trattava solo di una pratica amministrativa. Sono passati 4 mesi da allora …. e ancora niente. Speriamo che la crisi di Governo non deceleri ulteriormente questa procedura, altrimenti il rischio è che l'Italia si trovi indietro e penalizzata ancora una volta. Articoli correlati: L'Ue vigila sulle comunicazioni elettroniche |
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