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I tetti di Roma

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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
Italiani tremate ... arrivano le corna virtuali PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Tuesday 28 June 2005
A quanto pare un navigatore su tre (sposati o fidanzati) "rischia" di incappare in una relazione fedifraga sulla Rete. Si parla di chat galeotte, di donne insoddisfatte e di un fenomeno sociale che mette in pericolo i nostri valori tradizionali. E i primi divorzi a causa del web sono arrivate anche nel nostro (arretrato) Paese.

In aumento il numero delle "corna virtuali". Secondo uno studioso di Psichiatria e psicoterapia dell'Università Gregoriana di Roma, Tonino Cantelmi, i tradimenti online sono un fenomeno in crescita, tanto che un navigatore su tre (sposato o fidanzato) rischia di cadere in una relazione virtuale mettendo così a repentaglio la stabilità del suo legame.

Sempre secondo lo psichiatra, le donne sono più esposte, anzi le più traditrici, perché si sa, quello che in un maschio è un atteggiamento da Don Giovanni, in fondo carismatico e socialmente accettato, in una donna è sinonimo di squallido meretricio, ingiustificato o attribuito alla vuotezza dell'esistenza di moglie, casalinga e lavoratrice (vuotezza???).

Il signor Cantelmi ha pubblicato un libro sull'argomento, forse per cavalcare l'onda di un qualcosa che intriga e interessa molto l'opinione pubblica. Un serio libro dove si evidenzia il pericolo che viene dal web per le coppie e la mina vagante che gli incontri virtuali costituiscono per la società moderna. A riprova delle teorie e delle denunce di questa situazione arrivano anche in Italia i divorzi causati dalle avventure digitali.

Del resto vengono tracciate in maniera dettagliata le sofferenze del tradito, che si ritrova con un estraneo nella propria vita senza averlo mai visto, e che non riesce a riprendersi dallo shock, quindi si butta in terapia coniugale e spesso chiede il divorzio, perché proprio non riesce a riprendersi. Così come viene descritto dettagliatamente il ritratto della traditrice: una donna non più molto giovane, non compresa, non ascoltata e che si sente poco accettata, stanca della quotidianetità e delle routine massacranti a cui è sottoposta (che tristezza!!!).

In questo modo questo fenomeno in crescita viene sviscerato (anche se solo in alcune parti), schematizzato e inserito perfettamente in un contesto.

Io però non sono d'accordo su queste teorie, come forse si era capito dal tono con cui ho descritto i fatti. Non sono affatto d'accordo sulla pericolosità, sulle motivazioni e sugli archetipi che ne vengono fuori. Forse perché sono una donna, non più giovanissima, con una relazione più che stabile, un lavoro, una casa e tutta la mia massacrante routine quotidiana. Forse perché, come tutti quelli che conosco (maschi e femmine) non mi sento capita, e forse anche perché ho la certezza di non essere affatto ascoltata in alcuni momenti. 

Non può sfuggirmi dalla mente la denuncia di analfabetismo digitale che continua ad emergere in tutti i dati statistici che riguardano l'Italia, analfabetismo che colpisce prevalentemente le donne:  poche usano le tecnologie, meno ancora usano il computer, quelle che vanno in Internet si contano sulle punte delle dita, figuriamoci quelle che utilizzano una chat …. però il fenomeno è allarmante perché di queste quattro gatte (che evidentemente godono di mezzi superiori ad altre) la maggior parte sono frustrate e annoiate (figuriamoci le altre allora) e quindi stabiliscono relazioni fedifraghe in Rete?

E se anche fosse, perché è socialmente pericoloso utilizzare una nuova tecnologia per la ricerca di una soddisfazione e di un diversivo? Non è peggio andare a letto con il postino o con il collega di lavoro, rischiando peraltro sulla salute fisica?

In più siamo davvero convinti che il sesso (virtuale e non) sia così appagante per una donna a tal punto da rischiare la sua stabilità per una fughetta tra i bit della Rete? No, qui si parla di amori, relazioni nate sul digitale, che spaventano tutti perché non ci sono i muri per confinare le conoscenze (a parte la barricata dell'ignoranza).

Ed è vero, le storie nate su Internet prendono spesso di più di quelle nate nel mondo fisico, perché la componente "fantasia" ha meno argini e confini. Si idealizza l'altro, lo si fa più rispondente alle proprie esigenze e aspettative e si finisce, con meno difese, più facilmente preda di quello stato comunemente conosciuto come innamoramento.

La cosa divertente è che alcuni studi recenti hanno classificato questo stato mentale (quello dell'innamoramento) come una vera e propria malattia da assuefazione. I sintomi dell'amore sono simili a quelli di un'intossicazione. Sul cervello l'amore agisce come una droga, e non stiamo parlando di pulsioni sessuali, ma proprio dello stato in cui si finisce quando … ci si innamora. Quindi la Rete favorisce il cadere in questo stato psicologico, che viene definito anche patologico da alcuni, che fa agire le persone come sotto effetto di una sostanza psicotropa.

Però noi viviamo in un mondo dove la cultura dell'Amore viene esaltata, Amore inteso proprio come quella sensazione di noncicapiscopiùnulla che si prova per un esponente dell'altro sesso, ormai accettato anche verso uno dello stesso sesso (a patto che sia Amore). L'Amore fa girare il mondo, si vede nelle pubblicità, nei film, nei libri, ancora nei film (lo infilano anche quando non c'entra nulla), nei telefilm, nelle sit com. E' tutto intorno a noi.

Ogni cosa ci spinge alla ricerca del principe azzurro (o della principessa delle favole), quindi come meravigliarsi? Chi lo vorrebbe un principe azzurro che non ci ascolta quando gli chiediamo di mettere i calzini fra i panni sporchi o che ci ignora quando laviamo i piatti (che facciamo noi perché, nonostante si lavori entrambi, l'altro lava male perché è pecione)? Chi vorrebbe alzarsi la mattina e rifare il letto, correre al lavoro, all'uscita fare la spesa e poi mettersi a cucinare invece di ricevere complimenti in un giardino fiorito guardandosi negli occhi?

Tutto questo però non è possibile, e la nostra vita prosegue, con le magagne e le cose belle, con gli stress e le soddisfazioni. E prosegue sempre allo stesso modo (i cambiamenti avvengono lentamente, tranne quando sono in peggio, Murphy docet).

E tutti noi abbiamo bisogno di una fuga ogni tanto. Da che il mondo è mondo le donne fuggono nella fantasia, in un mondo dove tutto va bene e dove si ha ciò che si desidera. Il web è anche fantasia, oltre che essere realtà, quindi non c'è da stupirsi di quello che accade.

E quello che denuncerei è il fatto che il bombardamento mediatico intorno a noi continua a convincerci che quella fantasia è una possibile realtà, una meta da raggiungere e un qualcosa a cui ambire. Il mito d'amore secondo me costituisce uno dei maggiori freni alla propria crescita personale e soprattutto alla propria soddisfazione (si pensa che tutti l'abbiano tranne noi). Bisognerebbe imparare a sognare sapendo che si sta sognando e a rifugiarsi nella fantasia godendo di ciò che si fa. E se ciò non riesce, ci si innamori pure in Internet.

Una storia che va a rotoli per un motivo del genere lo sarebbe andata comunque presto o tardi. E la malcapitata scoprirà che il suo principe azzurro virtuale lascia i calzini in giro e non lava bene i piatti proprio come il precedente. Ma avrà vissuto un po' di esperienza in più. E, alla faccia di tutti quelli che hanno aderito agli stereotipi del professore di psichiatria e che la pensano come una figura un po' squallida e triste, si sarà anche divertita …. 

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