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I tetti di Roma

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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
L’Europa e il brevetto pesante. PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Wednesday 03 November 2004
A Strasburgo un nuovo appassionato intervento dei colossi dell'hi-tech a favore della brevettabilità massiccia del software.

L' EICTA (European Information, Communications and Consumer Electronics Technology Industry Association) è una delle maggiori associazioni europee delle industrie del settore dell'IC (Information and Communication Technology) ed è intervenuta all'Europarlamento chiedendo di non ostracizzare in Europa una brevettabilità all'americana.

Secondo EICTA infatti solo un tipo di tutela del genere permetterebbe all’Europa di mantenere e rafforzare la lidership, garantendo la salvaguardia degli investimenti imprenditoriali nella ricerca e nello sviluppo e affrancandosi dal diventare il “paradiso del plagio”.

Curiosamente questo è avvenuto pochi giorni dopo il rilancio di una campagna contro i brevetti voluta dagli sviluppatori indipendenti che vedono invece la questione come un pericolo per la libera espressione e per lo sviluppo digitale.

Nel Settembre 2003 il parlamento europeo aveva votato contro la brevettabilità tout cour, ma a Maggio il Consiglio dei Ministri europeo aveva ignorato il parlamento di  Strasburgo e re-introdotto il testo precedentemente bocciato. Quindi prossimamente il parlamento dovrà rivotare (stavolta in maniera definitiva) la questione. 

Da dove nasce il problema?

Il problema nasce dalla necessità di tutela del software e, più in generale, del lavoro dei programmatori. Alcuni software sono infatti delle vere e proprie opere e portano innovazioni tecnologiche. Non è quindi insensato che chi abbia speso tempo (o denaro nel caso delle industrie) richieda una protezione dal fatto che in 5 minuti qualcun'altro potrebbe copiare il prodotto dei propri sforzi, vanificando così tutto il lavoro fatto.

Però una metodologia di brevettazzione del tipo esistente in America consente di mettere sotto tutela parti molto piccole di codice che vengono ormai usate abitualmente da molti e che, se brevettate, renderebbero difficoltoso il lavoro di chi non può permettersi di pagare la tassa dovuta, senza premiare realmente un' idea originale o uno sforzo non comune. 

Quali sono i mezzi legali esistenti per tutelare chi produce software?

Qui ci troviamo di fronte ad un dibattito annoso e spinoso, infatti i mezzi per la tutela sono principalmente due: il Copyright e il brevetto.

Entrambi i mezzi nascono e si sviluppano in ambiti che con il mondo virtuale hanno poco a che vedere, quindi la questione si perde tra mille cavilli legali e intellettuali.

Cercando di semplificare: il Copyright (o diritto d'autore) tratta il codice (o meglio la teorizzazione a monte del codice) come un' opera di intelletto, cioè come un libro o una partitura musicale e lo tutela in quanto tale; il brevetto invece riconosce in un certo codice (o meglio nell'idea del codice) un'innovazione tecnologica che può portare profitto all'umanità.

In pratica i programmatori tendono a preferire il Copyright al brevetto, anche perché quest'ultimo non sembra favorire lo sviluppo del software fine a se stesso.

Statisticamente risulta infatti che il diritto d'autore è più efficace, ma le grandi industrie spostano la tutela sul brevetto perché garantisce loro più vantaggi (e più guadagni). 

Quindi nonostante i tecnici del settore non gradiscano la brevettabilità del software e le statistiche sull'America mettano in evidenza il fatto che i brevetti senza limiti sul software rappresentino un limite alla sua crescita, in Europa non si finisce di discutere la questione.

Speriamo che il Parlamento di Strasburgo rinnovi la posizione che aveva preso lo scorso anno e che non ceda alle pesanti richieste dei colossi tecnologici.
 

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L'Europa e la brevettabilità

 

 
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