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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
L'analisi di Assoprovider sulle pmi PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Friday 27 May 2005
Assoprovider ha scritto una lettera aperta indirizzata ai parlamentari italiani ed europei sulla condizione delle PMI italiane operanti nel settore delle telecomunicazioni. La lettera serve a sottoporre all'attenzione  la situazione italiana e i rischi di completo blocco dello sviluppo del settore. E viene proposta alla vigilia dell'audizione a Bruxelles voluta da Cesa per un cambiamento del quadro normativo che, a suo dire, ostacola in maniera ingiustificata le aziende leader.

Assoprovider, la più considerevole associazione di Internet Service Provider operanti in Italia, ha scritto una lettera indirizzata a parlamentari italiani ed europei per sottoporre alla loro attenzione la situazione delle PMI italiane che operano nel settore delle telecomunicazioni.

La lettera contiene un'analisi della situazione odierna, delle cause di alcuni "malfunzionamenti" e della tendenza che mette in pericolo la stessa sopravvivenza delle piccole e medie imprese. 

Le preoccupazioni di Assoprovider non provengono solo dalle normative italiane, ma anche dalle ultime dichiarazioni in ambito europeo.

L'europarlamentare Lorenzo Cesa ha difatti organizzato per il 30 maggio un'audizione a Bruxelles e la sensazione (forte) è che in questo contesto proporrà delle strategie di "difesa" per le grandi imprese contro il mare di piccoli pesci che rappresentano la realtà del nostro Paese e di gran parte dell'Europa.

In risposta all'iniziativa di Cesa il commissario europeo per la Società dell'Informazione, Viviane Reding, ha affermato che in questo momento bisognerebbe privilegiare di nuovo lo sviluppo dei grandi operatori.

Tutto questo è seriamente preoccupante per l'Italia, che, come sottolinea il rapporto Eurostat, non è ben messa nel settore delle telecomunicazioni.

Favorire lo sviluppo delle grosse aziende in Italia significa infatti mettere il settore in mano ai pochi monopolisti che hanno dimostrato di non saper stare al passo con i tempi, facendo esclusivamente i propri interessi. Nella fase di ristagno, sfiducia e sottoccupazione denunciata dal rapporto Istat manovre come quella di abolire la multa a Telecom per abuso di posizione dominante non significano certo un'apertura del mercato. E l'economia di un Paese in recessione non si può permettere ulteriori cantonate. 

L'analisi/denuncia di Assoprovider si sofferma su due punti chiave: il rapporto tra l'Italia e le TLC e la revisione del quadro normativo europeo.

Per quanto riguarda l'Italia e le TLC, la lettera denuncia il comportamento del ministro per l'Innovazione e la Tecnologia, Lucio Stanca, che in alcune occasioni ha favorito gli interessi dei pochi grandi, ostacolando le possibilità di sviluppo dei pesci piccoli, che come riporta la nota, non hanno scelto di essere piccoli.

Si parla della PEC, la Posta elettronica certificata, il cui sviluppo è stato possibile grazie alle sperimentazioni dei piccoli provider, che però sono stati tagliati fuori dalla sua realizzazione perché la normativa richiede un capitale sociale di 1 milione di euro, cioè quanto serve per intraprendere un'attività bancaria. La maggior parte degli operatori del settore dichiara che questa richiesta è del tutto ingiustificata ai fini del servizio, che richiede invece stretti controlli e regolamentazioni.  Il DPR pubblicato sul CNIPA rischia di tagliare via 20mila posti di lavoro in poco tempo e nessuna seria garanzia è stata posta per l'offerta del servizio. La clausola del capitale sociale taglia fuori la maggior parte delle imprese, lasciando il campo libero alle poche grandi che se lo possono permettere. E' infatti di questi giorni la notizia che la Telecom proporrà a breve questo servizio al pubblico. 

Un'altra iniziativa del ministro Stanca denunciata dall'associazione dei Provider è quella del portale "scegli Italia", il grosso portale per organizzare il turismo verso il nostro Paese in Internet. I portali turistici italiani però rappresentano un settore che funziona bene, fatto da tanti piccoli e medi imprenditori che hanno saputo sfruttare con eccellenza i nuovi strumenti messi a disposizione. Scegli Italia non è di nessuna utilità e rischia di portare confusione nella situazione già esistente. La scelta di organizzare il turismo via web dall'alto invece che dal basso potrebbe portare ad un altro autogol che non ci possiamo permettere.

Assoprovider lascia poi le "questioni Stanca" e rivolge l'attenzione alla tribolata situazione del Wi-Fi.

Partiamo dal presupposto (tristemente confermato da molte ricerche) che in Italia esiste un digital divide dovuto principalmente alle infrastrutture e al potere di Telecom che ha la proprietà su tutta la rete di cavi esistente. La banda larga, di cui si parla tanto, raggiunge solo un'area limitata dello Stato e i costi di questo servizio sono quelli che solo un monopolio può imporre. Le denunce dell'ostracismo di Telecom nei confronti dei competitor che forniscono i servizi ADSL (affittando dalla Telecom i cavi) sono piovute da più parti. Ed è chiaro che i servizi di banda larga tramite doppini telefonici o fibra ottica non possono raggiungere tutte le zone del Paese. 

L'alternativa più plausibile al momento è quella del Wi-Fi, la connessione senza fili, che però è in fase di sperimentazione da un paio d'anni e non riesce a ricevere una normativa. L'attesa dei provider che sperimentano da tempo questo servizio è del tutto ingiustificata, ma il Ministero non si decide ancora, proponendo al pubblico progetti su una nuova tecnologia chiamata WiMax i cui standard però non sono ancora definiti, e facendo confusione tra le due cose in varie occasioni.

Assoprovider ribadisce in questa occasione le richieste sul Wi-Fi.

Per quanto riguarda la revisione del piano normativo europeo, che a quanto pare Cesa ritiene sia ostacolante nei confronti delle imprese leader (che vengono "assoggettate ad obblighi ingiustificati") la speranza è che prevalga la via dell'investimento per le innovazioni, ma che questo investimento non venga effettuato solo sulle grandi imprese, bensì favorendo le nuove pmi impegnate nel settore delle telecomunicazioni per rafforzare le garanzie sulla concorrenza, dandogli la possibilità di crescere invece che ostacolarne lo sviluppo. 

Un po' come a dire che nel mare servono pesci di tutte le taglie per portare avanti un ecosistema, nell'acqua popolata dai soli squali finisce per non esserci più vita …

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