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La Commissione Europea sceglie la conservazione dei dati | La Commissione Europea sceglie la conservazione dei dati |
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| Scritto da Valentina | |
| Saturday 24 September 2005 | |
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La proposta accettata dalla Commissione prevede la manutenzione di tutti i dati delle comunicazioni telefoniche e via posta elettronica, ma anche un compenso per gli operatori che si devono sobbarcare dei costi di tale archiviazione. Il Consiglio dei Ministri europei ci va giù molto più duro.
I dati delle comunicazioni scambiate via Internet e via telefono dovranno essere conservati. E' quanto stabilisce la Commissione europea, che ha adottato formalmente la proposta sulla "data retention", quindi i dati Internet saranno conservati per sei mesi e quelli dei telefoni per un anno. Una manovra meno restrittiva di quella al vaglio al Consiglio dei Ministri europei, che prevede di trattenere i dati per ben 4 anni. In più la proposta accettata dalla Commissione ha un innegabile vantaggio, quello di offrire una compensazione ai provider e agli operatori telefonici, che devono immagazzinare tutti i dati e trattenerli, il ché non è proprio una cosa da poco. I costi di tale storage sono piuttosto onerosi, ma la proposta del Consiglio non prevede altrettante remunerazioni, anzi, lascerebbe tutte le spese a ISP e compagnie telefoniche, senza preoccuparsi di tutelare i più deboli. Se il consiglio dei Ministri europei andasse a fondo in questa cosa, potrebbe adottare il provvedimento senza bisogno di passare per l'approvazione del Parlamento europeo, invece la proposta della Commissione deve passare attraverso l'accettazione del Consiglio e dell'Europarlamento. I Paesi della Comunità dovranno poi armonizzare le leggi nazionali con le decisioni e le decisioni prese al livello dell'Ue. Nella conservazione dei dati non è specificato il contenuto delle comunicazioni, quindi presumibilmente i dati conservati, ad esempio di una e-mail, saranno il mittente, il destinatario e le date con gli orari. Lo stesso vale per le telefonate (fisse e mobili) e per qualsiasi tipo di comunicazione su supporto digitale. Niente archiviazione per quanto riguarda tutti i dati di navigazione, quindi un IP non sarà associato alle pagine visitate un dato giorno ad una data ora. I tempi di applicazione di queste misure straordinarie (nate per tentare di fermare gli atti terroristici) sono per ora fino alla fine del 2007. Oltre alla questione della privacy, ci si interroga anche come tutto questo possa avere una qualche utilità, soprattutto in virtù del fatto che nulla è stato specificato in merito a forme di scambio come VPN, VoIP e simili. Come spesso accade, le autorità sembrano non avere ben chiaro il panorama di internet e le sue profonde applicazioni. E se "assicurarci la sicurezza" è praticamente impossibile, ci si chiede anche come il continuo imbavagliare e agire con mosse non del tutto sensate possa renderci più sereni. Speriamo bene… Articoli correlati: L'Obbligo di identificazione agli Internet point |
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