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Legislazione
La maggioranza non riesce a modificare la legge Urbani. | La maggioranza non riesce a modificare la legge Urbani. |
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| Scritto da Valentina | |
| Saturday 20 November 2004 | |
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Sulla legge Urbani la maggioranza è ormai allo sbando, così sostiene Fiorello Cortiana, senatore dei Verdi, che decide di abbandonare i toni morbidi usati fin'ora e punta il dito contro i parlamentari al governo dichiarandoli assoggettati alle major.
Sono mesi che la Legge Urbani contro la pirateria fa parlare di se, già dalla presentazione del Decreto un coro di voci si era levato in sua accusa, nonostante ciò è arrivata la trasformazione in legge, con modalità frettolose e promesse dello stesso ministro dei Beni Culturali ad apportare modifiche in tempi brevi. Si parlava di Luglio e siamo a Novembre inoltrato… tutti hanno richiesto le modifiche, ma in special modo Fiorello Cortiana, da sempre in prima linea nelle battaglie politiche che hanno come oggetto la rete e le nuove tecnologie. Ma proprio Cortiana mette da parte la cordialità e la disponibilità dimostrate fino a questo punto e dichiara la sua incredulità all'incapacità di apportare le dovute modifiche nonostante l'apparente accordo di maggioranza e opposizione. Nelle scorse settimane molti personaggi politici erano tornati a parlare sull'argomento, dalle richieste della Carlucci, alle convinzioni di Stanca sull'imminente modifica. Per tacere delle promesse da marinaio di cui abbiamo fin troppo parlato. "Può capitare - dichiara il senatore dei Verdi - che un ministro della Repubblica riconosca un errore in un suo testo di legge e prometta nell'Aula del Senato, non al bar sotto casa, ai parlamentari dell'opposizione, alle imprese di software e alle aziende delle telecomunicazioni, che quegli errori verranno corretti. Può capitare che un parlamentare dell'opposizione e il ministro e i suoi tecnici scrivano insieme il testo delle correzioni da apportare. Ma quello che è inaccettabile è che una maggioranza allo sbando su tutto, per le proprie beghe interne, rimpasto, finanziaria, tasse, non riesca, nonostante il sostegno pieno dell'opposizione, a tramutare quelle proposte condivise in norme: ormai siamo al ridicolo".
E secondo Cortiana non accade nulla perché, nonostante il consenso di molti elettori alle modifiche, non c'è il consenso delle lobby discografiche e cinematografiche, alle quali lo spauracchio del carcere (pena spropositata ripetto ad altri reati, ben più gravi, che prevedono solo multe irrisorie) fa molto comodo. Articoli correlati:
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