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La pił importante banca cinese passa a Linux | La pił importante banca cinese passa a Linux |
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| Scritto da Valentina | |
| Thursday 05 May 2005 | |
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In linea con una politica nazionale, la ICBC, principale banca cinese con all'attivo 100 milioni di clienti, ha deciso di far migrare i suoi 20mila server da Unix a TurboLinux 7. Anche altre banche cinesi stano facendo lo stesso.
Il pinguino conquista sempre più consensi nel mondo, nonostante la campagna denigratoria "get the facts" che Microsoft sta portando avanti da tempo. Gli ultimi eventi di questa campagna hanno visto il colosso di Redmond ammettere "l'equivalenza" dei sistemi server basati su Linux con i propri e, contemporaneamente, pubblicare su importanti quotidiani una pubblicità che illustra gli svantaggi della migrazione (cito testualmente: "una migrazione significativa da Windows, o da Unix, verso Linux può portare ad un aumento dei costi di gestione esistenti fino a 3 o addirittura 4 volte"). In barba a tutto ciò la ICBC ha deciso di passare a Linux: la ICBC è la Banca Industriale e Commerciale Cinese ed è la più grande della Cina, vantando all'incirca 100 milioni di clienti. I 20.000 server della IBCB saranno presto dotati di sistema operativo Linux, seguendo l'esempio di un'altra banca cinese, cioè la Bank of China. Inoltre stanno pensando di migrare al pinguino anche la Agricoltural Bank of China e la China Construction Bank, quindi i maggiori quattro istituti di credito della RPC. La distribuzione scelta è Turbolinux 7 DataServer e la migrazione non dovrebbe risultare particolarmente complicata, visto che ora i server girano in ambiente Unix. L'implementazione di Linux nella banca cinese è stata dettata dalla necessità di avere un miglior supporto e delle migliori prestazioni del software, inoltre i costi contenuti e la semplicità di migrazione Unix-Linux hanno dato la spinta finale. Il Ministero dell'Informazione cinese sostiene che Linux è una soluzione ottimale per contenere le spese pubbliche e per entrare in maniera dirompente nel settore IT, il governo centrale della Repubblica Popolare ha inoltre siglato un accordo con TurboLinux che prevede la diffusone della distro del pinguino nella maggior parte dei sistemi informatici nazionali. La scelta di passare a sistemi operativi Microsoft non è stata nemmeno presa in considerazione dalla banca cinese: ci chiediamo come sarà possibile continuare a sostenere la poca sicurezza del pinguino ora che anche una banca con più clienti degli abitanti dell'Italia (il doppio direi) ha scelto questo tipo di migrazione, soprattutto ora che la Cina sta conquistando il mercato mondiale a un ritmo che mette soggezione a tutti. Articoli correlati: Microsoft cerca di lanciarsi sul mercato brasiliano |
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