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Multa milionaria a Telecom accusata di abuso di posizione dominante | Multa milionaria a Telecom accusata di abuso di posizione dominante |
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| Scritto da Erica | ||||
| Friday 19 November 2004 | ||||
Pagina 1 di 2 Telecom Italia è stata accusata di “abuso di posizione dominante sui mercati dei servizi di telecomunicazioni su rete fissa all'utenza affari” e dovrà corrispondere una sanzione pecuniaria di 152 milioni di euro. A deciderlo è stata l’Antitrust presieduta da Giuseppe Tesauro.
La sentenza "Nella riunione del 16 novembre 2004", si legge nel comunicato Stampa," l'Autorità ha deliberato la chiusura del procedimento istruttorio avviato nel giugno del 2003 nei confronti della società Telecom Italia Spa comminando a tale operatore una sanzione pecuniaria complessivamente pari a 152 milioni di euro per aver abusato della propria posizione dominante sui mercati dei servizi di telecomunicazioni su rete fissa all'utenza affari. Nell'ambito di tale secondo gruppo di comportamenti ricadono una pluralità di offerte economiche e tecniche rivolte tanto a grandi utenti, quanto a clienti di dimensioni minori, pubblici e privati, nonché, in particolare, l'offerta nella gara bandita nel 2002 dalla CONSIP per la fornitura di servizi di telecomunicazioni per la Pubblica Amministrazione. La formulazione di tale ultima offerta riveste rilievo particolare sia per l'entità della commessa, sia perché le condizioni economiche praticate alla Consip, inferiori ai costi sopportati dai concorrenti sui mercati a monte, hanno trovato una vasta commercializzazione anche presso l'utenza privata. Sul punto, va sottolineato che applicando alle sue divisioni commerciali condizioni economiche inferiori a quelle definite a fini regolamentari per la fornitura di fattori intermedi essenziali all'erogazione dei servizi finali, TI ha introdotto una discriminazione dei costi di rete a carico dei concorrenti, che, nel medio-lungo periodo, come ormai pacificamente e univocamente rilevato dalla dottrina e dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale, ostacola significativamente il raggiungimento di condizioni di mercato effettivamente concorrenziali e, di conseguenza, una effettiva e duratura riduzione dei prezzi praticati ai clienti finali. Le condotte descritte costituiscono di per sé violazioni molto gravi delle norme a tutela della concorrenza, violazioni peraltro poste in essere da un operatore su cui grava una speciale responsabilità in funzione della sua dominanza. Tale gravità non può risultare attenuata dagli impegni presentati da TI, di natura regolamentare e validi unicamente per il futuro, inidonei dunque ad eliminare le condotte abusive e gli effetti di queste sul mercato. L'Autorità di settore ha invece espresso una valutazione parzialmente positiva sulla portata regolatoria di alcuni degli impegni presentati da TI. Il procedimento istruttorio era iniziato nel giugno 2003; fra i comportamenti scorretti spicca dunque quello della gara CONSIP bandita nel 2002 per l’erogazione di servizi alla Pubblica Amministrazione: in tal caso le condizioni economiche risultavano inferiori ai costi degli altri operatori; tale offerta venne estesa in seguito anche all’utenza privata. |
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