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Richiesta di sequestro per Indymedia | Richiesta di sequestro per Indymedia |
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| Scritto da Valentina | |
| Friday 29 April 2005 | |
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La Procura di Roma ha chiesto il sequestro e l'oscuramento del sito internazionale di Indymedia per un fotomontaggio del nuovo papa vestito da nazista. L'accusa è vilipendio della religione cattolica.
Di nuovo bagarre per il network di controinformazione Indymedia. Il pubblico ministero Salvatore Vitiello ha richiesto al gip l'oscuramento di Indymedia e il sequestro del sito Internet internazionale per vilipendio alla religione cattolica. A quanto pare il famoso sito di informazione libera ha pubblicato un fotomontaggio di Benedetto XVI in cui appare vestito da un uniforme nazista con svastica sul braccio e con lo sfondo ornato da un grosso drappo del Terzo Reich. Si parla anche di frasi dispregiative di offesa per il nuovo pontefice, tra le quali "papa nazista". In realtà, come suggerisce un utente di Indymedia, digitando su qualsiasi motore di ricerca le due parole (papa e nazista) viene fuori di tutto e quindi la richiesta dovrebbe essere estesa a una considerevole quantità di siti. Ma il capo della procura di Roma Giovanni Ferrara e il sopraccitato pm hanno tutte le intenzioni di portare a fondo la questione chiedendo l'autorizzazione a procedere, anche se hanno dichiarato che firmeranno la rogatoria solamente a sequestro avvenuto. In seno ad Alleanza nazionale si sono levate immediatamente una serie di voci a favore del sequestro del sito. Risulta curiosa tanta bagarre contro un sito che, anche se dichiaratamente contro, rimane solo una voce nella moltitudine di coloro che parlano su Internet. Non è la prima volta che si prova a far tacere il sito internazionale. Lo scorso ottobre Indymedia è stata oscurata dall'FBI che, in seguito ad un ordine federale, ha chiesto e ottenuto la consegna di alcuni hard disk in America e Inghilterra. Risultò poi che l'FBI aveva agito per conto di una richiesta internazionale che seguiva uno strano iter, in fondo a tutto sembrava esserci la Svizzera, ma poi venne fuori che l'Italia ci aveva messo le mani, anche se a tutt’oggi non è ben chiaro CHI ha inoltrato la richiesta. Questo è stato l'atto più eclatante di una serie di azioni perché, come dicevano sullo stesso sito nei giorni seguenti il silenzio forzato, "non passa giorno che qualcuno non cerchi di censurare o chiedere comunque la rimozione di articoli o notizie pubblicate sul sito di Indymedia". Il vilipendio della religione cattolica è comunque un reato per il quale la magistratura può procedere immediatamente, mentre per quello di vilipendio del papa ci vuole un'autorizzazione del Ministero di Grazia e Giustizia, perché il papa è considerato capo di uno Stato estero. Il sito internazionale di Indymedia è registrato a nome di una società, la IMC, che ha sede in Brasile, in caso il gip approvasse la richiesta della Procura di Roma il provvedimento sarà immediatamente notificato alla società brasiliana. Articoli correlati: Un blog per la libertà di stampa. |
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