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I tetti di Roma

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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
TELECOM: Assoprovider risponde al prof. Rossi PDF Stampa
Scritto da Erica   
Monday 09 October 2006
Indice articolo
TELECOM: Assoprovider risponde al prof. Rossi
Pagina 2

MA QUANTO COSTA LO SCORPORO DELLA RETE?
APPROFONDIMENTO

E' chiaro che per noi lo scorporo si deve estendere fino alle centrali telefoniche, ma a quale prezzo? Proviamo qui a fare un esercizio, lo fanno tutti perché non dovremmo proporci anche noi?

In Italia vi sono circa:

110.000.000 di doppini posati
26.000.000 di utenti residenziali
4.000.000 di utenze aziendali
12 milioni di internauti
8 milioni di linee b-b
un tasso di utilizzo del rame posato del 50-60%
distanza media dallo stadio di linea minore di 3Km
100.000 armadi di strada
distanza media dall'armadio qualche centinaio di metri.

Una attività di TLC è caratterizzata in termini macro economici da un elevato investimento iniziale ma bassissimi (quasi nulli) costi marginali. In pratica una volta attivata una infrastruttura di telecomunicazione il costo è indipendente dal numero di utenti attivi e del numero di ore di utilizzo, come accade, per fare un esempio, con l'installazione di una rete locale in un ufficio, dove il grosso del costo è legato alla fase di cablatura ed acquisizione degli apparati. (durante l'esercizio, il costo di manutenzione in genere è irrisorio.

Se vogliamo dare una valutazione dell'attuale infrastruttura del sistema italiano possiamo partire facendo un esercizio di progettazione che simuli una cablatura ex novo.

(i-ii )Costo della posa in opera del rame tra utenza finale e Centrale mediante cavidotti.

Da dati più volte resi pubblici dalla stessa Telecom sappiamo che entro 3Km dalla centrale si trova il 90% degli utenti, quindi i cavidotti che arrivano alla centrale nel 90% dei casi saranno lunghi al massimo 3Km*(1), lo scavo non sarà utilizzato da una sola utenza ma da più utenze. .

A questo punto possiamo supporre* (2)che su di uno scavo di 3Km insistano circa 600 utenze (3000/5) da cui discendono le seguenti conseguenze economiche:

scavo (ipotizzando scavo su suolo pubblico e con ricopertura in asfalto.. il caso più costoso) circa 50Euro/metro per cui 150.000 Euro
circa 6 Euro/Metro per cui 18.000 Euro
posa in opera cavidotto 0,02 Euro/metro (il cavo cat.5 costa all’utente finale 0,10 Euro/metro e contiene 4 coppie)
rame la distanza media percorsa sarà di 3000/2=1500m e quindi 30Euro
costo della posa in opera del rame 0,02 Euro/metro (la distanza media sarà di 1500m) 30Euro.

Il costo totale “cash” della infrastruttura (i,ii) è quindi di: 150.000+ 18.000 +30*600+30*600=204.000 Euro (204.000/600=340 Euro/doppino di cui 60 Euro/doppino è la parte cavo)

Si tratta di investimenti nella più classica delle accezioni in quanto sono costi che vanno spalmati sull’intero ciclo di vita di questa infrastruttura: se immaginiamo che duri almeno 30 anni (il rame attuale ha già attraversato questo periodo ed e` ancora in esercizio) e se immaginiamo di finanziare questo opera con un mutuo bancario pluriennale al 4% trentennale (324%) abbiamo che il costo diviene 660.960 Euro da cui il costo mensile per singolo doppino e` di 3,06 Euro/mese

L’80% del costo e` costituito dallo scavo e posa in opera del cavidotto: quindi posare un numero doppio o triplo di doppini comporta solo un piccolo incremento del costo totale.

Tutto ciò che ci servirebbe per una centrale lo troviamo in una qualsiasi Server Farm …per cui possiamo utilizzare tali costi come base. Nella fattispecie abbiamo che un rack in un server farm costa circa 450 Euro/mese dotato di 2KW (0,09 Euro/KW) ne consegue poiche' alla nostra applicazione non serve tutta quella energia il suo costo diviene 321 Euro/Mese se aggiungiamo che ogni unita porta 24 porte e che ogni rack contiene 44 Unita' abbiamo che con 25 unita' possiamo fare le 600 terminazioni in centrale da cui 182 Euro/mese per 600 utenze e quindi 0,3 Euro/Mese

Il risultato economico individuato costituisce la base per il tetto massimo ad una possibile valorizzazione per l'acquisizione pari a:

30.000.000 (utenze)*340 + 80.000.000(doppini)*60=15.000.000.000. a cui vanno aggiunti gli investimenti per uno stabile idoneo alla realizzazione di uno stadio di linea (circa 200.000 Euro) 10.600*200.000=2.120.000.000 e quindi:

5.000.000.000 + 2.120.000.000 =17.120.000.000 Euro.

Tale esercizio ci suggerisce che:

a) più del 80% è costituito dalle spese di ***scavo*** e posa dei cavidotti (che a rigor di logica non dovrebbero essere stati oggetto della cessione).
b) una rete riprogettata adesso potrebbe fare uso di un numero minore di cavi (50.000.000) specie se realizzata in FO con tecnologia EPON.
c) tutto il materiale trasmissivo in questione comunque ha già subito un ammortamento pluridecennale ed è soggetto alla corrosione ed incuria.

Quindi l’acquisto della rete dovrebbe valere al massimo (supponendo di comprare al prezzo del rame nuovo) 110.000.000*60=6.600.000.000* a cui dovremmo anche aggiungere le centrali valorizzate a pieno (come appena costruite) 6.600.000.000.000+2.120.000.000=8.720.000.000

Ne deriva che per un pagamento "cash" la rete di accesso pagata 9.000.000.000 di euro sarebbe strapagata (si comprerebbe a valore di nuovo qualcosa di già ampiamente ammortizzato).

________________________

Nota 1) questa e` la modalità più costosa per far giungere il cavo a casa dell’utente finale, ad esempio una stesura aerea con pali potrebbe essere molto meno costosa

Nota 2) Abbiamo individuato un criterio conservativo che ci dia conto di quante utenze potrebbero insistere su tale scavo: se immaginiamo questo scavo come una linea che costeggi le strade sulle quali si affacciano le abitazioni abbiamo che ogni x metri lineari avremo y utenze (legate alla tipologia dell’edificio e alla dimensione delle facciate dei medesimi) se ipotizziamo percorsi cittadini credo che nessuno abbia nulla da obbiettare se ipotizziamo che vi sia una utenza circa ogni 5m di scavo (se qualcuno avesse dei dubbi lo invitiamo a considerare che con 50 metri di fronte in città di sicuro troviamo un palazzo con non meno di 10 nuclei familiari)



 
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