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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
Telecom vuole alzare i prezzi dell'Adsl senza voce PDF Stampa
Scritto da Valentina   
Wednesday 15 June 2005
La proposta dell'operatore dominante è quella di far pagare un canone di 10,73 euro + IVA sui contratti "Adsl senza voce" venduti all'ingrosso. Così i competitor dovrebbero alzare i prezzi agli utenti, rendendo impossibile fare prezzi più bassi di Telecom, che però oltre ai dati offre anche la telefonia. Aiip e Assoprovider: “se l'Authority dovesse accettare questa richiesta, non solo la telefonia via internet – il temuto VoIP – ma il mercato in generale subirebbe un durissimo colpo.”

Il futuro? A quanto pare passa dalla Rete,  per quanto riguarda le telecomunicazioni. Il VoIP (Voice over Internet Protocol) permette comunicazioni vocali sicure, stabili, criptate e a prezzi minori di quelle tradizionali. I servizi VoIP stanno avendo sempre più successo e le linee solo Adsl (senza voce) sono sempre più richieste. Telecom Italia però non ci sta a perdere il suo monopolio e ha dichiarato guerra aperta al VoIP, passando per una battaglia già persa, cioè quella dei canoni solo Adsl.

Telecom Italia – si legge nel comunicato di Aiip e Assoprovider -  non esita ad usare strumentalmente finte giustificazioni economiche per caricare sulle spalle dell’intero sistema economico le sue inefficienze strutturali".

Telecom Italia dovrebbe garantire ai provider alternativi le connessioni Adsl senza voce. Purtroppo la situazione non è così lineare, perché fino a pochi giorni fa i provider lamentavano un ostruzionismo da parte dell'operatore dominante, che di fatto ostacolava la distribuzione di queste linee. Poi, all'improvviso la situazione è cambiata e i provider si sono trovati a poter commerciare le linee "solo dati" senza più problemi. Ma ecco arrivare un'ulteriore richiesta di Telecom Italia, per "tutelarsi" dalle perdite causate dal VoIP che passa per le linee "senza voce" che vende ai suoi competitor.

La proposta è quella di un canone specifico  di 10,73 euro + IVA per le linee Adsl vendute all'ingrosso, un canone molto simile a quello che Telecom applica ai contratti che prevedono sia dati che telefonia. L'ex-monopolista italiana, che possiede la struttura fisica dei cavi sui quali devono passare le linee, è già stata accusata e riconosciuta colpevole di abuso di posizione dominante.

Telecom Italia “persiste  nel non mantenere gli impegni presi a favore della concorrenza, assunti nel tentativo di attenuare le sanzioni durante l'istruttoria del procedimento Antitrust per abuso di posizione dominante, che ha portato ad una multa di 152 milioni di euro poi annullata dal TAR. 

Se l'Autorità dovesse approvare la proposta di Telecom (giustificata come manutenzione delle linee e costi di impianto), gli altri operatori del settore dovrebbero imporre agli utenti costi più alti, per potersi permettere di mantenere il servizio.

In più la proposta di Telecom è retroattiva, cioè copre anche tutti i contratti che sono già stati effettuati, costringendo i provider ad applicare improvvisi cambiamenti, mentre l'operatore dominante potrebbe mantenere i suoi prezzi (che a questo punto diventerebbero competitivi) facendosi una pubblicità positiva alla faccia della concorrenza.

L’intervento sui costi del canone delle linee rappresenta così un duplice ulteriore danno: per gli operatori di questo mercato costretti ad applicare improvvisi cambiamenti nei listini, di solito poco graditi  agli utenti, e soprattutto per gli utenti stessi che faranno i conti con il rialzo dei canoni per un servizio come l’Adsl, che ha già i costi più alti d'Europa, come recentemente confermato da uno studio di Altroconsumo.” 

E’ l’ennesimo ostacolo allo sviluppo nel paese di operatori come Vonage, che negli USA ha portato tanti risparmi alle piccole e medie imprese ed ai privati.” - afferma Stefano Quintarelli,  presidente dell’Aiip “L’indifferenza che Telecom Italia ostenta nei confronti delle regole e degli impegni che aveva assunto è inammissibile. Basti ricordare che ancora a  metà giugno, non esiste l'offerta bitstream cost plus che Telecom Italia si era impegnata a presentare sul mercato,  e se si aggiunge a tutto questo il nuovo incremento dei canoni delle linee, si può affermare che l’unico passo sia stato mosso nella direzione opposta. Tutt’altro che quel "ravvedimento operoso" che il TAR aveva visto negli ultimi impegni verbali di Telecom”.

Matteo Fici, presidente di Assoprovider, ricorda che “la rete in rame per le telecomunicazioni è un “monopolio naturale” e come tale qualsiasi economista può confermare quale inutile spreco di preziose risorse per il nostro paese costituirebbe pretenderne una duplicazione. Avrebbe senso  replicare la rete ferroviaria, piuttosto che quella di distribuzione dell’energia o quella idrica o quella del gas? È ora che Telecom cessi di utilizzare strumentalmente la mancanza di investimenti degli altri operatori in questi settore (Local Loop in rame) e si preoccupi anche degli interessi del paese. Se Telecom avesse dimostrato un atteggiamento meno strumentalmente ostile sia all’utilizzo di tale risorsa che alla liberalizzazione nell’utilizzo di altri media quali Local Loop e complessivamente  più cooperativo oggi forse avremmo un sistema infrastrutturale con una naturale ripartizione degli investimenti sia per area geografica che per media trasmissivo e con una pluralità di soggetti investitori.

Le PMI non necessitano di aiuti di stato ma di un’autorità che vigili concretamente affinché sia  rispettata la libera concorrenza ostacolando in modo deciso la formazione di mercati protetti e truccati e garantendo per tutti gli stessi diritti nella competizione”. 

Un gioco sleale quello di Telecom, che invece di cercare nuove vie tiene tutti ancorati al passato. Sleale verso la concorrenza, che è obbligata a passare per i mezzi Telecom per poter sopravvivere. Sleale verso gli utenti che vedono i canoni alzarsi dappertutto. Sleale verso la crescita del Paese, che ha già i canoni Adsl più alti d'Europa e che vede la stessa Telecom Italia fornire gli stessi servizi alla metà del prezzo ai cugini francesi.

Possiamo solo sperare che l'Autorità Garante per le Comunicazioni non accetti questa proposta o la situazione italiana potrà solo peggiorare. 

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