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Legislazione
Una mozione contro la proposta sui brevetti software. | Una mozione contro la proposta sui brevetti software. |
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| Scritto da Valentina | |
| Friday 14 January 2005 | |
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La Polonia si riconferma in prima fila nella battaglia ai brevetti sul software, sostenendo una mozione che evidenzia le incongruenze del portare avanti la proposta del Consiglio europeo di una bravattabilità in stile americano. Fin’ora i firmatari sono 61 parlamentari appartenenti a 13 diverse nazioni.
Il governo polacco ha dato il suo sostegno ad una mozione per la revisione della proposta di direttiva sulla brevettazione dei software in Europa, confermandosi ancora una volta in prima linea sulla cruciale questione. La mozione è stata presentata dall'ex primo ministro polacco Jerzy Buzek e dal parlamentare Adam Gierek e fin'ora è stata firmata da 61 parlamentari appartenenti a 13 diverse nazioni. Dopo la strategica apparizione per fermare una losca votazione non annunciata, la Polonia si rende così nuovamente protagonista nella lotta alla proposta, che porterebbe in Europa una legge sui brevetti dei codici, in linea con quella già in vigore negli Stati Uniti. Come ricorderete, la proposta era uscita poco dopo l'approvazione del Parlamento europeo di un'altra legge sui brevetti, molto restrittiva e poco conveniente alle grandi aziende. La nuova legge, proposta dal Consiglio europeo, è stata largamente contestata, in particolar modo dai sostenitori dell'open source e da esponenti dei parlamenti di vari Stati membri. In più occasioni si è cercato di far passare la proposta senza entrare nelle discussioni che si allargano a macchia d'olio. La mozione arriva dunque a formalizzare la necessità di un dibattito e di una revisione, vengono infatti sottolineati i punti di discordanza che si sono venuti a creare dalla nascita della proposta. In primo luogo negli ultimi mesi sono venute alla luce alcune delle conseguenze che tale legge potrebbe portare, conseguenze che appaiono non particolarmente vantaggiose per il settore, ma solo per pochi big dell'industria informatica. La direttiva potrebbe infatti nuocere sia al mercato europeo che alle pubbliche amministrazioni. Inoltre, dalla sua presentazione, sono cambiati anche molti parlamentari europei, il che darebbe senso ad una sostanziale riscrittura di tutta la vicenda. Si chiede quindi di ricominciare da capo. Considerando il fatto che il Consiglio tenta di far passare la normativa nell'assenza di un reale dibattito sull'argomento, la mozione rappresenta una vittoria, almeno su questo fronte. Dal punto di vista procedurale non però pone un reale ostacolo all'approvazione. Articoli correlati: Varsavia dice ancora no. |
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