| Wayback Machine: l'archivio digitale |
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| Scritto da Valentina | |
| Thursday 28 July 2005 | |
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Si chiama "Wayback Machine" ed è un archivio digitale. Tra i suoi "cataloghi" più interessanti c'è il servizio di recupero delle vecchie pagine web, ormai scadute e considerate perdute per sempre.
Potremmo chiamarli i "certosini" del nuovo millennio, perché il senso di fondo è lo stesso; creare delle copie fedeli in modo che nulla vada perso in futuro. I certosini facevano (a mano) copie di tutti i libri in circolazione durante il Medioevo, Wayback Machine invece è un impressionante archivio di materiale elettronico. Oltre ai testi, al software e ai video, qui si possono trovare copie di pagine e siti web scaduti e non più presenti in Rete. Pagine perdute per sempre e documenti ormai spariti dalla faccia di Internet. L'archivio è imponente, ora come ora sono presenti circa 40 miliardi di pagine non più visibili. Tra le più richieste ci sono le prime pagine di Yahoo! e di Amazon. Ma non è solo per nostalgia o per curiosità, o per recuperare stralci di passato che questo servizio (reperibile sull'omonimo sito) viene così spesso utilizzato. Gli studi legali in America se ne servono continuamente per dirimere alcune complicate questioni di proprietà intellettuale. Pare che tra i maggiori clienti di queste ricerche ci siano proprio gli avvocati che tutelano i diritti di Playboy, che ricercano le copie non autorizzate di loghi e foto dai siti segnalati, anche se questi le hanno ormai cancellate. Un'altra utilità di Wayback nella risoluzione di casi legali è quella dei domini rubati. L'archivio digitale ha permesso risoluzioni di complicati casi, ma forse lo scopo principale di questa "mediateca" (non dimentichiamo che oltre ai siti e alle pagine web, si possono trovare molte opere elettroniche) è proprio quello della frase che compare nel sito: "Universal access to human knowledge" (accesso universale alla conoscenza umana). Scopo che, in fondo, racchiude tutti gli altri, perché la conoscenza dei fatti, di per se stessa, può, come nel caso degli avvocati americani, diventare un mezzo per la risoluzione di altre cose. Anche Google offre un servizio non dissimile da quello dell'Archive.com, cioè "Google cache", che però non ha in catalogo un numero paragonabile di documentazione rispetto a Wayback. Particolarmente carina la stringa di ricerca con il bottone "Take me back" (riportami indietro) al posto del solito "Search". Articoli correlati: L'Ue dice sì alla biblioteca online europea. |
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