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I tetti di Roma

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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
Arriva l’email certificata: partono ventimila posti di lavoro. PDF Stampa
Scritto da Erica   
Thursday 03 February 2005
Sta per arrivare la email certificata, innovazione che promette di sostituire la vecchia raccomandata cartacea. Dal mercato che ne verrà fuori saranno però escluse tutte le  piccole e medie imprese, a partire dagli  Internet Service Provider. Le conseguenze saranno ventimila disoccupati e 1500 aziende in crisi. Assoprovider ed Aiip chiedono l’intervento di Ciampi.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato Stampa di Assoprovider.

Manca solo la firma del Presidente della Repubblica per vedere trasformarsi in realtà questa nuova legge tanto discussa negli ultimi giorni; da ovunque si sono levate voci ad esaltare l’arrivo della P.E.C., la Posta Elettronica Certificata, che sostituirà la vecchia raccomandata consentendo a pubbliche amministrazioni e privati di risparmiare tempo e denaro.

Nessun clamore ha avuto invece un articolo di essa dai risvolti quanto meno discutibili: le società con un capitale sociale inferiore a 1 milione di euro non saranno autorizzate ad erogare il servizio.

La P.E.C. rischia di eliminare del tutto dal mercato quella miriade di piccole e medie imprese impegnate nel settore Informatico/telematico, già falcidiate dalla concorrenza sleale dell’operatore dominante; imprese che svolgono la funzione importantissima di “trasferimento tecnologico” per tutto il tessuto delle PMI italiane, che stanno sul territorio, vicino ai clienti e che negli anni, nonostante la crisi, hanno costruito il mercato, creando l'utenza. 

Ed è un vero peccato perché l'avvento della posta elettronica certificata (PEC), la cosiddetta
raccomandata elettronica, era stato salutato come un interessante new business capace di rimettere in moto l'attività degli Internet Provider Italiani, sopravissuti alla crisi della new economy. 

 Purtroppo, però, tutte le indicazioni e i suggerimenti venuti fuori durante il periodo di sperimentazione del servizio non sono stati minimamente tenuti in considerazione. Alla sperimentazione hanno infatti partecipato con impegno molte delle aziende ora tagliate fuori, rispondendo perfettamente ai requisiti stabiliti dal CNIPA (Centro Nazionale per Informatica nelle Pubbliche Amministrazioni) investendo energie e risorse e collaborando attivamente alla realizzazione di piattaforme che ora non potranno neppure utilizzare. Se promulgato nella versione attuale il DPR farà in modo che il servizio di Posta Elettronica Certificata italiano non decolli mai, anzi rischierà di provocare dei seri danni al funzionamento della rete Internet italiana in generale. 

Assoprovider, associazione che rappresenta circa un terzo delle aziende attive nel settore dei servizi Internet, ritiene che il DPR in questione non tuteli la libera concorrenza tra le imprese, principio prescritto dalla nostra Costituzione. Infatti il requisito di 1 milione di euro di capitale sociale è visibilmente anticoncorrenziale e determina una fortissima discriminazione per quelle società che da anni utilizzano le loro conoscenze tecnologiche per offrire servizi innovativi, dimostrando sul campo la loro capacità e serietà, e che si vedranno escluse categoricamente, senza un motivo valido, da un mercato che inevitabilmente finirà nelle mani di pochissime aziende: le Poste, grandi Telco, Banche, Camere di commercio, Enti locali; i soliti, insomma. Mercato che facilmente si allargherà a quello di tutti i servizi internet con il vantaggio di offrire all’utente un servizio “completo”.

L’approvazione di questa legge rischia di cancellare circa 1.500 aziende nell’arco di un anno con una perdita di circa ventimila posti di lavoro. L’ultima speranza per queste società sarebbe chiudere i battenti e andare in un altro paese della Comunità Europea per aprire una società in un ambiente libero e senza assurdi vincoli, e fare così il proprio lavoro nell'interesse degli utenti. Assoprovider aveva già contestato l'intenzione di voler introdurre nella norma criteri relativi alla dimensione finanziaria degli operatori. Lo aveva fatto a Novembre 2004 con una lettera al Presidente del Senato  Marcello Pera, ai Gruppi parlamentari del Senato e al Ministro per l'Innovazione Tecnologica Lucio Stanca.

Oggi Assoprovider, insieme ad Aiip, chiede al Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, non solo a nome dei propri associati, ma anche di molte altre aziende che si stanno mobilitando sulla questione, di fare quanto in suo potere per sollecitare un rapido e sostanziale emendamento di questo schema di DPR in modo che la sua entrata in vigore non costituisca un colpo mortale per tante aziende che promuovono, con il loro operato, l’innovazione del paese.

per il Consiglio Direttivo di Assoprovider
Matteo Fici
Presidente Assoprovider

 

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