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News Ydea

I padri fondatori del software libero alla Sapienza Roma, 07 Giugno 2007. Ydea e il Consorzio Garr trasmettono in streaming  la Lectio Magistralis di Bruce Perens e Richard Stallman, i padri fondatori del software libero, alla Sapienza.

Enzimi 2006: 4 giorni di wireless Roma, 21-24 settembre 2006. Ydea mette a disposizione gratuitamente la sua rete wireless a tutti i partecipanti di Enzimi 2006 per una 4 giorni no-stop.

Copertura Wi FI a Selva Candida Roma, 13 Aprile2006. Ydea raggiunge il quartiere di Selva Candida/Boccea.

 
ASSOPROVIDER: L'Europa legga con attenzione la denuncia di Anti Digital Divide PDF Stampa
Scritto da Erica   
Friday 01 April 2005
Di seguito pubblichiamo il comunicato di Assoprovider in merito alla denuncia dell'associazione di consumatori Anti Digital Divide presso la Commissione Europea a carico di Telecom Italia a causa della disparità di trattamento che l'azienda mantiene tra utenti italiani, francesi e tedeschi. Il motivo è sempre lo stesso: la posizione stradominante di Telecom.

Assoprovider ha appreso che l'Associazione Anti Digital Divide ha inoltrato, presso la Commissione Europea, una denuncia a carico di Telecom Italia, a causa della disparità di trattamento che l'azienda mantiene tra utenti italiani, francesi e tedeschi. Assoprovider sottolinea di avere dichiarato che in Italia la concorrenza sul cavo non e' possibile, per assenza di rispetto delle regole e perchè sono passate gravi lacune  nei controlli da parte dell'Autorithy italiana deputata. La denuncia di Anti Digital Divide si basa sul fatto che “Telecom Italia, come riconosciuto dall'autorità garante delle comunicazioni, opera in posizione di assoluto dominio e, per quanto riguarda il mercato all'ingrosso, non è praticamente soggetta a nessuna forma di reale concorrenza; da cui una politica tariffaria a discapito degli utenti italiani che si trovano a pagare per abbonamenti con tagli di banda equivalente (caso tedesco) o nettamente inferiore (a paragone dei francesi), ad un prezzo drasticamente più alto”.

Assoprovider, in particolare, concorda sul fatto che “Le condizioni ed i prezzi praticati sul territorio italiano, sono legati a scelte del tutto discrezionali ed arbitrarie di TELECOM ITALIA S.p.A., connesse ad una posizione dominante e ad un regime di concorrenza viziata e/o falsata, posto che detto operatore sembra di essere in grado di fornire in altri paesi membri, servizi migliori a costi inferiori (…) fatti di tale gravità da compromettere l’accessibilità e la fruibilità dei servizi a banda larga sull’intero territorio nazionale italiano, con rischi per l’economia stessa di un paese membro. Si ritiene, pertanto, doveroso e necessario intervenire per evitare che il permanere di tale condizione determini un rallentamento dello sviluppo tecnologico dell’Italia, a scapito dell’intera Unione Europea.” Tutto ciò deriva dal fatto che TelecomItalia è un fornitore sia all'ingrosso che al dettaglio, e in regime di quasi monopolio, di linee adsl.

Assoprovider fa inoltre presente che in altri Paesi,come ad esempio in Gran Bretagna, è possibile acquistare l'accesso ADSL con tagli che partono da 256 Kbps a salire, per cui chi non è interssatto ai download o alla tv via internet ha comunque un accesso flat migliore del dial-up.

D’altronde un segnale positivo è già giunto dalla Commissione Europea che ha chiesto ai Paesi membri di porre un freno ai prezzi delle linee telefoniche affittate all'ingrosso ai fornitori di connessioni Internet a banda larga e ha stabilito dei prezzi di riferimento che possano tutelare la concorrenza nel mercato per i servizi di comunicazioni elettroniche. L’Ue ha sollecitato con una Raccomandazione i Paesi membri affinché vengano adottate delle misure correttive se necessarie, poiché è evidente che il mercato sia distorto da consistenti differenze nel prezzo delle linee affittate (in alcuni Paesi fino a sette volte più alte che in altri), che non riflettono il reale costo della fornitura.

L’Associazione Anti Digital Divide si è soffermata con attenzione sul servizio Alice; vogliamo aggiungere che è stato più volte testimoniato che l’upgrade della banda, indipendentemente dal quadro di anticoncorrenzialità in cui si è sviluppato (e in cui continua a svilupparsi, essendo di ieri l’annuncio di un nuovo Upgrade a 4 mb/s senza nessun preavviso alle autorità competenti e agli altri operatori) ha portato più svantaggi che vantaggi agli utenti finali.

Sta accadendo un fatto increscioso: se un operatore ha una linea ADSL che improvvisamente (dopo che per mesi funzionava correttamente) non riesce più a sostenere la velocità contrattualizzata, Telecom non fa nulla per porre rimedio ma procede o con la proposta di declassamento in termini di velocità della linea o addirittura dichiarandola non più esercibile; un fornitore quando il suo prodotto non funziona più, semplicemente lo dichiara e cessa il servizio. Dove sono i diritti del consumatore ?

A causa del passaggio a 1280 Kbps stanno accadendo migliaia di questi casi e ci troviamo con utenti che invece di vedere migliorata la loro fornitura se la vedono peggiorare. Chi difende gli utenti dalla perdita di prestazioni? Chi difende gli utenti dal diritto di poter godere tutti delle stesse condizioni di fornitura a parità di prezzo pagato?

Chi infine difende gli utenti affinchè vi sia la garanzia che nel tempo possano godere della velocità contrattualizzata all'inizio del contratto visto che un incremento o di velocità o nel numero di ADSL nel medesimo cavo può rendere non piu esercibile una certa velocità su di una certa coppia?

Chi difende gli operatori dalla tattica di Telecom di dichiarare non più esercibili le linee che prima funzionavano ed ora non funzionano più a causa dell'incremento di velocità delle altre linee sullo stesso cavo? Chi garantisce gli operatori che Telecom a livello centrale o a livello di territorio non applichi una tattica discriminatoria basata sulla esercibilità della velocità sui doppini ?

La nostra Associazione di certo continuerà a farlo denunciando queste ingiustizie tutte italiane; siamo contenti che abbia iniziato a farlo anche un’Associazione di Consumatori.

Assoprovider ritiene che su tutto questo l'Europa debba dire la sua, come sollecitato da Anti digital Divide, perchè sul cavo non c'e' mercato in Italia, visto che finora le Authority non hanno fatto il loro dovere.

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