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Legislazione
Il Codice dell'Amministrazione Digitale è sulla Gazzetta Ufficiale | Il Codice dell'Amministrazione Digitale è sulla Gazzetta Ufficiale |
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| Scritto da Valentina | |
| Tuesday 17 May 2005 | |
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Il Codice voluto dal ministro Stanca per rivoluzionare la PA passando tutto al digitale è stato promulgato sulla Gazzetta Ufficiale, ed è quindi legge; una legge che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2006 , il cui scopo è portare risparmi in soldi, tempo e fatica per cittadini e Pubbliche amministrazioni.
La "Magna Charta dell'Amministrazione digitale" è legge, il codice di riforma per la digitalizzazione della PA (Pubblica Amministrazione) è infatti stato promulgato sulla Gazzetta Ufficiale. L'ultimo passo per l'iter della legge voluta dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca, è stato fatto e dal 1° gennaio del 2006 tutti i documenti passeranno in digitale, permettendo un risparmio annuo di circa 2640 milioni di euro. Il ministro Stanca commenta così la definitiva conferma dell'avvio di una rivoluzione digitale del Paese: “Con questo Codice abbiamo realizzato un quadro normativo coerente, omogeneo ed unitario all’applicazione delle nuove tecnologie digitali nella Pubblica amministrazione italiana, ponendo al centro il cittadino e consentendo tra l’altro l’avvio di un notevole recupero di efficienza, realizzando al tempo stesso notevoli risparmi e perseguendo un miglioramento della qualità dei servizi”. Il prossimo anno potremo quindi risparmiarci file e burocrazie, almeno fisicamente, perché il Codice non snellisce solo le procedure interne, ma anche i rapporti con la cittadinanza, tutta l'utenza (aziende e privati cittadini) potranno utilizzare le tecnologie informatiche per ottenere le informazioni, effettuare pagamenti, scaricare moduli o formulari aggiornati e ricevere comunicazioni pubbliche, almeno per quanto riguarda i rapporti con le Pubbliche amministrazioni. Resta la grave pecca della PEC, la posta elettronica certificata: la sua attuale regolamentazione, come dichiarato dai provider, "farà in modo che il servizio di Posta Elettronica Certificata italiano non decolli mai, anzi rischierà di provocare dei seri danni al funzionamento della rete Internet italiana in generale." Comunque, se funzionerà a dovere, il procedimento messo in atto da questo Codice porterà alla condivisione dei database, rendendo di fatto inutili molte certificazioni, perché per ottenere i dati basterà trovarli sul terminale. Gli uffici competenti e le varie istituzioni interessate hanno ancora 6 mesi per prepararsi al passaggio, ma le PA avranno a disposizione quella che lo stesso ministro Stanca (riconfermato a pieno nel governo Berlusconi bis) chiama "un'autostrada digitale", che sarebbe il sistema di connettività pubblico (SPC) che sta mettendo in grado di dialogare velocemente e in maniera sicura le varie amministrazioni, ma non solo. "Stiamo lavorando - ha dichiarato Stanca poco tempo fa - ad un capitolato di gara, da svolgere con le Regioni, per estendere SPC ai piccoli Comuni delle aree svantaggiate del Sud anche in modalità wireless, con standard Wimax e Wi-Fi". Sembra quasi sfuggire il fatto che il Wimax è uno standard ancora in fase di definizione, mentre il Wi Fi attende uno sblocco normativo da anni, proprio per questo tipo di applicazioni, come ricordato anche dall' interrogazione parlamentare del sen. Falomi. Senza le adeguate infrastrutture, l'informatica rischierebbe di diventare un ostacolo alla rivoluzione fortemente voluta da Stanca e di non trasformare le PA «da handicap a punto di forza per il nostro competere nell'economia mondiale». Articoli correlati: Interrogazione parlamentare sul Wi Fi |
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