| La banda larga in Italia non č poi cosė larga |
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| Scritto da Valentina | |
| Tuesday 02 August 2005 | |
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Dalle dichiarazioni di Anti Digital Divide in risposta al rapporto pubblicato dall'Osservatorio Banda Larga, escono alcuni particolari inquietanti rispetto alla scarsa diffusione delle connessioni broadband. Dei 5,6 milioni di connessioni a banda larga sbandierate da Stanca, infatti, solo 1,5 milioni possono essere considerate realmente tali.
L'Osservatorio Banda Larga, promosso nel 2002 dal ministro per l'Innovazione e la Tecnologie, Lucio Stanca, e realizzato in collaborazione con Between, azienda specializzata in servizi di consulenza strategica e tecnologica sull'ICT, ha recentemente pubblicato l'ultimo rapporto sulla situazione delle connessioni in Italia. Con un tono a dir poco entusiasta, questo rapporto racconta che la banda larga ha raggiunto il 19% delle famiglie italiane, rappresentando ormai la metà delle connessioni in totale per quanto riguarda le famiglie. In più, a quanto pare, le famiglie con la connessione più veloce stanno in Internet il triplo del tempo e comprano il doppio rispetto a quelle che hanno una connessione di vecchio tipo e, dulcis in fundo, il nostro Paese è quello che, in tutta Europa, presenta il più alto numero di richieste di connessione a banda larga. Se questi dati ci avevano lasciati a dir poco perplessi, il tono ci aveva seriamente preoccupati. Per fortuna a darci una mano nel dirimere i nostri dubbi è arrivata l'associazione Anti Digitale Divide, che ci spiega chiaramente qual' è il fallace meccanismo che ha portato a questi risultati. Non è un problema di manipolazione dei dati, cosa naturale in materia di statistiche: c'è un trucco che Anti Digital Divide sottolinea e che chiarisce definitivamente le discordanze. Per ammissione di François de Brabant, di Between, nel rapporto, le connessioni a consumo sono inserite nel novero della banda larga. Solo che queste connessioni di solito presentano una banda di download che arriva al massimo a 640 kbit/s. Per banda larga invece si intendono le connessioni che abbiano una capacità di trasmissione minima di 1,5-2 Mbit/s, come chiarito dall'International Telecommunications Union (ITU) nella Raccomandazione I.113. In Italia le connessioni a banda larga sono quindi quasi esclusivamente quelle degli abbonamenti flat (a tempo pieno) che viaggiano intorno ai 4 Mbit/s, connessioni che fino a tre mesi fa forniva solo Fastweb, mentre, dai calcoli di Anti Digital Divide, circa 4 milioni delle connessioni raggiungono un picco massimo di 640 kbit/s. Dal rapporto dell'Unione Europea sulla banda larga questo divario viene ulteriormente sottolineato, infatti i servizi che possono essere sfruttati dalle connessioni a consumo sono davvero pochi ed è chiaro che con meno di 1 Mbit/s non si può usufruire adeguatamente di nessun servizio dedicato alla broadband (scaricamento file di grosse dimensioni, servizi real time unidirezionali e bidirezionali, scambio di messaggi in tempo reale). Niente giochi onliner, streaming audio e video, né televisione online. Non si può scaricare materiale didattico, né d’intrattenimento. Non si possono fare conferenze video, né tele-lavoro o cose simili. Non si può davvero parlare di banda larga. Quindi dei 5,6 milioni di connessioni a banda larga sbandierate dall'Osservatorio, in realtà solo 1,5 milioni possono veramente considerarsi tali, le altre bande non sono poi così larghe come raccontano gli operatori. L'invito di Anti Digital Divide è il seguente: "Torniamo quindi con i piedi per terra, l'Italia non è all'apice della tecnologia broadband, né, tantomeno, lo è per numero di connessioni, in Italia in realtà, vi sono solo 1.5 milioni di connessioni a banda larga. Dovremmo rimboccarci le maniche invece di festeggiare per successi che non abbiamo raggiunto". Speriamo che Stanca raccolga il suggerimento …. Articoli correlati: Ancora ostacoli per la Posta Elettronica Cerificata |
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