| Microsoft apre una nuova battaglia legale alla Commissione europea |
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| Scritto da Valentina | |
| Thursday 08 September 2005 | |
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Aprire i propri protocolli per far dare una sbirciatina agli sviluppatori di terze parti, in modo che i loro programmi possano integrarsi e risultare più compatibili con i sistemi operativi più utilizzati. Questo è quello che la Commissione europea ha richiesto alla Microsoft, ma il colosso di Redmond non ci sta, e apre un nuovo contenzioso legale.
Microsoft non si dà per vinta e rilancia, dopo aver lasciato decantare la vittoria (di Pirro) dell'Unione europea sull'obbligo di rilasciare copie del sistema operativo Windows XP senza il riproduttore multimediale Windows Media Player. La decisione era arrivata in seguito ad una sentenza dell'antitrust europeo, che ha riconosciuto l'azienda di Redmond colpevole di abuso di posizione dominante. Oltre all'imposizione della particolare versione del sistema operativo, a Microsoft erano stati ingiunti una salata multa (497 milioni di euro) e l'apertura dei propri protocolli per favorire l'interoperabilità con programmi sviluppati da terze parti. Proprio quest'ultimo punto è l'oggetto del contendere dell'ultimo capitolo (in senso temporale) della battaglia "Microsoft vs Ue". A quanto pare il colosso di Bill Gates ha deciso di procedere per via legali per non dover mettere a disposizione dei programmatori open source alcuni dei propri segreti (protetti da brevetto) e assicurarsi così l'egemonia incontrastata del mercato, senza curarsi assolutamente dei vantaggi che ne deriverebbero sia per lo sviluppo che per gli utenti. Per Microsoft sono già state minacciate pesanti sanzioni nel caso questa apertura non avvenisse, ma il gigante non intende mollare di un millimetro la propria posizione e ha deciso di difendersi con l'attacco, cioè citando la Commissione Ue presso il tribunale di primo grado dell'Unione europea. Probabilmente nella strategia di mercato del big di Redmond c'è l'intenzione di rimandare ad oltranza l'apertura tenendo aperti i contenziosi con la Commissione oppure il tentativo di ridurre al minimo possibile le sanzioni in modo da poterle pagare senza dover aprire all'open source e senza rimetterci un occhio della testa. Per ora la Commissione europea non ha ancora commentato il fatto, ma è chiaro che con quest'atto si apre un nuovo capitolo della battaglia. E a noi non resta che guardare. Articoli correlati: Chi lo vuole Windows XP N? |
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